Gli ultimi articoli di: Rav Scialom Bahbout

La Sukkà: servire Hashem con tutto il corpo

I maestri insegnano che le 613 mizvoth (precetti) si dividono in positive, azioni da adempiere, e negative, azioni da non compiere. Le prime sono 248, un numero che i Maestri associano alle membra della persona, come per dire che ognuna delle membra del corpo umano ha il compito di fare una mizvà. Le seconde sono…
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Rav Scialom Bahbout
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Yom Kippur: anche il caso è nelle nostre mani?

  Uno degli aspetti del servizio che il Gran Sacerdote faceva il giorno di Kippur era quello di scegliere due capri identici e poi estrarre a sorte quale doveva essere sacrificato al Tempio in onore del Signore e quale doveva andare ad Azazel, cioè condotto in un luogo impervio, dove sarebbe morto precipitando da una…
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Rav Scialom Bahbout
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Lo shofàr: i dispersi e i respinti

Uno dei componimenti poetici che troviamo in tutti gli usi è il pijùt che si dice dopo avere ascoltato il suono dello shofàr: Haiòm haràth olàm. Queste prime parole – che sono un’espressione del profeta Geremia in un momento di grande sconforto - sono ambigue. Possiamo tradurle così: “oggi è il concepimento del mondo” oppure…
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Rav Scialom Bahbout
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Esilio e Redenzione

  Nei primi versi del libro delle Lamentazioni troviamo la frase בכה תבכה בלילה “Piangere, piangerà nella notte”. I Maestri si chiedono perché il verbo piangere viene ripetuto due volte e rispondono che i pianti si riferisco alla distruzione del primo e del secondo Tempio di Gerusalemme. Si interrogano ulteriormente sul perché il pianto avvenga…
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Le Dieci Parole con cui fu creata la morale e i Dieci Detti con cui fu creato il mondo

La festa di Shavuot, parola che in ebraico significa settimane, inizia quest’anno sabato sera 23 Maggio, sette settimane dopo Pasqua. In tutte le Sinagoghe verranno letti i Dieci Comandamenti, la cui promulgazione avvenne sette settimane dopo l’uscita degli ebrei dall’Egitto. Per la sua importanza, la rivelazione divina delle dieci norme principali su cui poggia ogni società…
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Vico, Marx e la dialettica del salto

Rabbàn Gamlièl soleva dire: colui che di Pèsach non ha detto (amàr) queste tre parole, non è uscito dall’obbligo (della mitzvà) e sono queste: Pèsach (agnello pasquale), Matzà (azzima) e Maròr (erba amara). In ricordo del Santuario, come (faceva) Hillèl che le avvolgeva e le mangiava in un solo boccone per eseguire quanto è detto…
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Purim: Proteggere il corpo d’Israele

In ogni festa ebraica si può ritrovare in una certa misura tutta l’esperienza ebraica, ma in ognuna viene evidenziato un aspetto rispetto agli altri: questo vale sia per le feste istituite nella Torah scritta che per quelle fissate dalla Torah orale. Per capire qual è l’elemento che contraddistingue ogni festa è necessario analizzare le mitzvoth…
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Chanukka’, un concetto sempre attuale

Chanukkà deriva da una radice ebraica che ha vari significati e può essere tradotta con inaugurazione, in ricordo dell’inaugurazione del Tempio fatta dai Maccabei, oppure con consacrazione e destinazione di un oggetto alla sua funzione: quindi nel caso specifico, significa riconsacrazione del Tempio profanato dagli Ellenisti, per restituirlo alla sua primitiva funzione . La radice…
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