Sukkà e Lulav: due aspetti fondamentali dell’esistenza ebraica

Rav Scialom Bahbout
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Ebraismo

Sukkà e Lulav: due aspetti fondamentali dell’esistenza ebraica

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Rav Scialom Bahbout
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lulav-sukkot-progetto-dreyfusSukkà e Lulav: due aspetti fondamentali dell’esistenza ebraica. Le mitzvot che caratterizzano la festa di Sukkot sono di due specie: la prima certamente, la più nota consiste nel vivere e mangiare in una capanna che abbia un tetto fatto da frasche e legni che non siano più parte di una pianta, ma che siano stati appunto tagliati (non deve essere mechubbar lakarka, collegata al terreno);la seconda è il Lulav: una composizione di vari vegetali: un ramo di palma, tre rametti di mirto, due rami di salice e un cedro.

La mitzvà della capanna ricorda il periodo dell’uscita dall’Egitto e le peregrinazioni nel deserto: la prima tappa del popolo ebraico fu proprio Sukkot, dove gli ebrei costruirono le prime capanne; le tappe successive le “capanne” furono messe a disposizione da parte di Dio stesso che riparò gli ebrei con le nuvole che li accompagnarono e li ripararono dal caldo e dal sole e che, attraverso la pioggia, permise loro di lavare i loro vestiti.

Mentre la capanna ricorda il periodo della liberazione dalla schiavitù, il Lulav composto dai prodotti della terra, è la mitzvà che proietta l’ebreo al momento successivo: l’ingresso in Terra d’Israele e lo sviluppo di una società libera basata sull’applicazione della Torah. Il Lulav va agitato in tutte le direzioni (i quattro punti cardinali e verso l’alto e verso il basso) come per indicare che tutto questo bene deriva certo dalla nostra opera, ma è anche un dono che Dio dà all’uomo.

Sulla composizione del Lulav sono state date diverse interpretazioni: la più nota è che esso costituisce simbolicamente i diversi soggetti di cui è composto Israele: le persone che hanno odore e sapore (il cedro), che simboleggia le persone che fanno sia mitzvot che buone azioni; le persone che hanno solo odore (mirto), le persone che non hanno né odore né sapore (salice), le persone che hanno sapore (il frutto della palma). Una società è composta necessariamente da tante persone e sono tutte necessarie per il buon funzionamento della società. Un’altra interpretazione vede simboleggiato nelle parti del Lulav la figura umana: la spina dorsale è il ramo di palma, il mirto rappresenta gli occhi, i rami di salice rappresentano le mani e le braccia, e infine il cedro,che simboleggia il cuore.

Ricordiamo infine che non a caso Sukkot si festeggia il 15 del mese di Tishrì: Mosè scese dal Monte con le nuove tavole della legge il giorno di Kippur (10 Tishrì), il giorno successivo (11) comunicò al popolo che dovevano portare le offerte per la costruzione del Tabernacolo; le offerte furono portate nei tre giorni successivi (12 – 13 – 14). Finalmente il 15 del mese di Tishrì la nube di gloria si posò sopra il Tabernacolo.

Quindi da qui deriva forse l’opinione per cui le nubi di gloria accompagnarono gli ebrei nel corso della loro attraversata del deserto.

La Sukkà e il Lulav rappresentano due aspetti fondamentali dell’esistenza ebraica: la storia di Israele è caratterizzata dalle peregrinazioni nel deserto dei popoli, accompagnate sempre dalla speranza di poter arrivare infine ad agitare il Lulav che rappresenta la Terra di Israele

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