Enzo Sereni, un eroe ucciso dalla furia nazista

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Storia

Enzo Sereni, un eroe ucciso dalla furia nazista

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Si dice che quando si sta per morire, la vita passa davanti agli occhi. Come un film di pochi secondi, in cui alcune immagini si susseguono senza ordine cronologico.

Chissà cosa avrà visto Enzo Sereni quel maledetto 18 novembre 1944 a Dachau quando un nazista diede il via per la sua fucilazione. Un giorno maledetto che ha strappato al mondo un eroe, un partigiano, un scrittore.

Enzo nasce a Roma da una famiglia ebraica dell’alta borghesia della città nel 1905, due anni prima dell’elezione a sindaco del suo correligionario Ernesto Nathan. Suo padre era il medico del Re d’Italia, suo zio Angelo presidente della comunità ebraica romana.

Coniugato con Ada Ascarelli, partì per la Palestina sotto il mandato britannico subito dopo aver conseguito la laurea. Nella futura Israele, Enzo Sereni lavorò nell’aranceto a Rehovot e diede il proprio contributo nella costruzione di Givat Brenner, un kibbutz dove nacquero i suoi figli Hagar Daniel, che si aggiunsero alla primogenita Hana nata a Roma.

Enzo Sereni era un pacifista, la sua idea di coesistenza e integrazione tra società ebraiche e arabe fa invidia ancora oggi. Idee che non potevano fargli accettare quello che stava accadendo in Europa, dove le idee nazifasciste stavano preparando la Seconda Guerra Mondiale.

Venne mandato nel Vecchio Continente agli inizi degli Anni 30 per aiutare a portare le persone in Palestina. Fu arrestato dalla Gestapo in Germania, dove aiutò a organizzare il movimento Hechalutz. Poi si trasferì negli Stati Uniti per dare il suo contributo a organizzare il movimento sionista locale.

Scoppiato il secondo conflitto mondiale, entrò a far parte della British Army, la componente terrestre delle forze armate britanniche, e si batté per rinforzare  la propaganda anti-fascista in Egitto.

Mandato in Iraq, ebbe problemi con i superiori della British Army perché anche qui tentò di aiutare delle persone a trasferirsi dell’allora Palestina: venne anche imprigionato per poco tempo per la contraffazione di passaporti.

Diventato ufficiale della Brigata ebraica, in Italia Sereni ispirò la creazione di un’unità dell’Agenzia ebraica a Bari, avente l’obiettivo di aiutare gli ebrei che si trovano nei territori occupati dai nazisti, fino alla metà del 1944 quando venne paracadutato nell’Italia settentrionale sotto il falso nome di Samuel Barda ma fu catturato immediatamente a Maggiano di Lucca.

Di lì, una breve tappa forzata a Verona, dove venne torturato dalle SS per poi arrivare al campo di transito di Bolzano il 25 agosto 1944 e detenuto nel blocco E, quello riservato ai prigionieri politici considerati più pericolosi e per questo recintato col filo spinato. Venne deportato al Dachau il 5 ottobre 1944.

Enzo Sereni è stato un italiano che amava il suo paese, aiutandolo a combattere il nazifascismo. Enzo Sereni è stato un italiano di religione ebraica che sognava una patria per gli ebrei. Le sue idee di coesistenza pacifica tra società diverse dovrebbe esser studiato oggi da molti governi…

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