Ritrovato in Novergia il cancello di Dachau rubato nel 2014

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Ritrovato in Novergia il cancello di Dachau rubato nel 2014

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Il cancello d’ingresso del campo di sterminio tedesco di Dachau è stato ritrovato. Almeno secondo la polizia tedesca che attraverso un comunicato ha annunciato che l’oggetto trovato in Norvegia è “con molta probabilità” quello rubato due anni fa:

“Dalla foto ricevuta, la polizia ritiene altamente probabile che questa sia la porta di ferro rubata da Dachau”.

Il ritrovamento è stato reso possibile da una soffiata che ha permesso alla polizia di Bergen di scovare il cancello con la famosa scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi) rubato il 2 novembre 2014.

Si presume che il furto venne commissionato da qualche collezionista o di un gruppo neonazista, che poi abbia rinunciato all’acquisto, probabilmente a causa del clamore suscitato dal furto. Secondo questa ricostruzione, i ladri avrebbero abbandonato il cancello, a quel punto per loro privo di valore.

Sfruttando l’assenza della videosorveglianza e entrando in azione tra due turni delle guardie notturne, i ladri agirono senza alcun problema.

La scritta, però, non è originale, le lettere in ferro scomparvero dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e nel 1965 furono sostituite da una copia.

Situato a pochi chilometri da Monaco di Baviera, Dachau è stato il primo lager a entrare in funzione nel 1933 pochissimo tempo l’elezione di Adolf Hitler a cancelliere della Germania.

Il campo di Dachau nacque per incarcerare prigionieri politici, ma durante il secondo conflitto mondiale fu fatto diventare un campo di sterminio, in cui morirono più di 41.000 ebrei prima della sua liberazione avvenuta il 29 aprile 1945 per mano delle truppe americane.

Nel 2009 venne rubata la famosa scritta ad Auschwitz, nel 2014 a Dachau.

Ora la domanda da porsi è: non sarebbe il caso di dare pene più pesanti a mandanti ed esecutori di questi furti?

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