⁠⁠Addio a Enrica Zarfati, ultima ebrea romana sopravvissuta alla Shoah

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David Spagnoletto
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⁠⁠Addio a Enrica Zarfati, ultima ebrea romana sopravvissuta alla Shoah

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Se ne è andata anche l’ultima ebrea romana sopravvissuta agli orrori della Shoah. Enrica Zarfati, nata nel 1921, fu presa alla vigilia della Liberazione di Roma dopo la denuncia di una spia fascista che la vendette per poche soldi ai nazisti, che la deportarono nell’inferno di Auschwitz. Enrica Zarfati è stata un’abitante storica del quartiere Garbatella, uno dei cuori pulsanti della Capitale e ha avuto il grande merito di mantenere viva la memoria dell’Olocausto.

La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, la ricorda così:

Ci ha lasciati oggi alla soglia dei 95 anni un’altra testimone dell’orrore di Auschwitz-Birkenau, un’altra grande voce di Memoria che tanto ha fatto per la coscienza delle nuove generazioni e che non sarà dimenticata. Enrica ha sperimentato sulla propria pelle e nella propria anima l’abisso della disumanità. Un abisso che non l’ha mai abbandonata, ma che non le ha comunque impedito di costruire un futuro ed essere un esempio per tante persone. Ci uniamo al dolore della sua famiglia, dei suoi cari, dei tanti che da lei hanno appreso una lezione di impegno e di coraggio. Sia il suo ricordo di benedizione.

La Comunità Ebraica di Roma, attraverso una nota, esprime il suo cordoglio:

Alla vigilia della liberazione di Roma fu riconosciuta da una spia fascista che la denunciò per poche lire ai nazisti. Abitante storica del quartiere Garbatella, aveva raccontato la Shoah, mantenendo viva la memoria di quell’orrore, testimone coraggiosa e lottatrice determinata contro ogni forma di negazionismo. Che il suo ricordo sia di benedizione.

In pochi giorni abbiamo detto addio a tre testimoni della Shoah: Settimio Piattelli (sopravvissuto ad Auschwitz) e Alberta Levi Temin (scampata alla deportazione). Tre figure storiche per l’ebraismo italiano, che per anni hanno raccontato le atrocità patite dal popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale. Loro era testimoni, noi no. Quello che possiamo fare è raccogliere la loro eredità e trasmettere attraverso i loro racconti una pagina orrenda della storia degli ebrei. Sarà un difficile e arduo compito, ma noi abbiamo il dovere di essere custodi della loro memoria e tramandarla, perché l’ebraismo è anche tramandare. È la prima cosa che dobbiamo imparare da Settimio, Alberta ed Enrica. Ora tocca noi.

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