Il nuovo studio, condotto dalla dott.ssa Moran Dvela-Levitt della Facoltà di Scienze della Vita dell’Università Bar-Ilan, in collaborazione con i ricercatori Chen Lanchisky, Arin Muhammad Majadli e la Dott.ssa Irina Bronstein-Berger, rivela un nuovo meccanismo biologico attraverso il quale le cellule dell’organismo sono in grado di affrontare condizioni di stress. Lo studio ha scoperto che i tumori sfruttano questo meccanismo per sopravvivere e persino diffondersi.
In che modo le cellule riescono a sopravvivere quando sono sottoposte a stress? Questa è stata una delle domande centrali alla base del nuovo studio dell’Università Bar-Ilan, pubblicato sulla rivista Cellular & Molecular Biology Letters. I ricercatori hanno identificato una proteina (TMED9), che si attiva quando la cellula entra in uno stato di stress e la aiuta a continuare a funzionare e persino a dividersi.
La scoperta sorprendente
Ma poi è arrivata la scoperta sorprendente: i ricercatori hanno scoperto che anche le cellule tumorali sfruttano proprio questo meccanismo a loro vantaggio. Le cellule tumorali sono spesso esposte a un ambiente ostile che mette a dura prova la funzione cellulare. Eppure, invece di collassare o arrestarsi, aumentano la produzione della proteina chiave TMED9, consentendo loro non solo di sopravvivere, ma anche di continuare a diffondersi.
Lo studio si è concentrato anche su uno dei tumori cerebrali più aggressivi e difficili da trattare nei bambini: il DIPG (Glioma Pontino Intrinseco Diffuso), un tumore diffuso nel tronco encefalico attualmente considerato incurabile e caratterizzato da un’aspettativa di vita molto breve dal momento della diagnosi. Secondo i risultati, questo meccanismo è essenziale anche in queste cellule e aiuta le cellule tumorali a moltiplicarsi e a migrare.
Insieme alla prof.ssa Chaya Brodie, esperta di tumori cerebrali, il team ha identificato un composto in grado di inibire la proteina TMED9 nelle cellule tumorali. I ricercatori hanno scoperto che l’inibizione rallenta, e addirittura arresta, lo sviluppo delle cellule tumorali aggressive.
Per il mondo medico, questa scoperta potrebbe aprire una nuova strada nel futuro trattamento di uno dei tumori più difficili da curare nei bambini.
Al di là del risultato scientifico, la Bar-Ilan University sottolinea anche il modo in cui la ricerca è progredita: l’articolo è stato accettato per la pubblicazione con una rapidità insolita, durante un periodo particolarmente complesso — nel mezzo della guerra con l’Iran e dei combattimenti a Gaza.
La ricerca ha ricevuto i finanziamenti dall’Associazione israeliana contro il cancro, dalla Fondazione israeliana per la scienza e dallo Zuckerman STEM Leadership Program.

