Strage di Monaco ’72, l’idea che nacque a Roma e l’avvertimento della polizia di Dortmund

Avatar
David Spagnoletto
-
Storia

Strage di Monaco ’72, l’idea che nacque a Roma e l’avvertimento della polizia di Dortmund

Storia
Avatar
David Spagnoletto

Tre persone sono sedute al tavolo di un bar a Roma. Discutono dell’esito negativo dell’ultima operazione del proprio gruppo, che ha abbassato notevolmente l’umore dei suoi membri.

Le tre persone sono Abu Daud, Abu Mohammed e Abu Iyad, tutti dirigenti di Settembre Nero, l’organizzazione terroristica palestinese, che per anni insanguinerà l’Europa e il Medio Oriente.

Stando al loro racconto è proprio seduti sotto il sole capitolino, che pensano a un’azione eclatante, che riscatti il fallimento del dirottamento del volo Sabena Vienna-Tel Aviv di qualche settimana prima, datato 8 maggio 1972.

Sono anni in cui i terroristi palestinesi sono soliti dirottare aerei e compiere attentati in Europa, azioni usate per portare la causa palestinese all’attenzione delle agende dei governi occidentali.

Sono anni in cui diversi Stati hanno concluso o stanno per farlo (con diverse modalità) patti segreti e indicibili con i terroristi palestinesi per evitare di subire attentati sul proprio territorio.

In quel bar romano i tre capi di Settembre Nero ideano quella che passerà alla storia come la strage di Monaco ’72, dove vennero barbaramente uccisi 11 atleti israeliani, 3 di cui erano sopravvissuti alla Shoah.

Stando sempre alle voci dei tre terroristi palestinesi, la scelta ricade sulle Olimpiadi tedesche dopo la lettura di un giornale arabo, in cui è scritto che “il Comitato Olimpico Internazionale aveva ignorato la richiesta palestinese di partecipare con una propria delegazione ai Giochi di Monaco” (“Diplomazia oscura”, Gianluca Falanga).

È il pretesto finale per pianificare un altro attentato, perché secondo Abu Mohammed i palestinesi devono partecipare a quelle Olimpiadi, in un modo o in un altro.

È luglio. La data precisa non si conosce. Ma il mese è di estrema importanza, perché  è proprio in quel luglio che la polizia di Dortmund invia un telex ai servizi segreti. La segnalazione non è generica, è precisa e parla chiaramente del soggiorno di Saad Walli in un albergo della città.

Saad Walli in realtà è proprio Abu Daud, uno dei capi militari di Settembre Nero che abbiamo visto in precedenza.

Facciamo un passo indietro.

Le Olimpiadi di Monaco devono essere una festa. La Repubblica Federale Tedesca e il suo cancelliere Willy Brandt vogliono mostrare un paese nuovo e pacifico per togliere dalla memoria delle comunità internazionale l’immagine degli ultimi Giochi organizzati dalla Germania, quelli del 1936 che Hitler piegò alla sua propaganda. 

Anche per questo, sono allentate le misure di sicurezza. La sorveglianza del villaggio olimpico non è affidata alla polizia, ma a un servizio di steward e hostess. I quartieri degli alloggi degli atleti sono protetti solo da una semplice recinzione, scavalcata senza difficoltà anche dagli atleti stessi dopo una notte trascorsa in qualche locale. Non ci sono forze dell’ordine, né armi a difendere il villaggio.

Ma i terrorismi in Germania Ovest sono un pericolo. C’è appunto quello internazionale palestinese, ma anche quello locale, che si divide non in parti uguali tra quello dei nostalgici del nazismo e quello dell’estrema sinistra, che trova la sua massima espressione nella Rote Armee Fraktion (RAF), conosciuta nelle prime fasi come Banda Baader-Meinhof.

E infatti Settembre Nero in cambio della liberazione degli atleti israeliani sequestrati chiede anche la liberazione dei “compagni di lotta” Andreas Baader e Ulrike Meinhof, rendendo ufficiale il sodalizio tra il terrorismo palestinese e la Raf.

Per esperti e analisti è quella la prova che Settembre Nero ha avuto l’aiuto logistico proprio dal gruppo dell’estrema sinistra.

Una convinzione che verrà sposata da molti fino al 2012, anno della declassificazione di un fascicolo della Cancellaria di Stato bavarese: oltre duemila pagine di corrispondenza fra i Servizi di informazione della Germania Ovest con polizia e magistratura.

Il fascicolo svela che nel caso del massacro delle Olimpiadi di Monaco, i terroristi palestinesi ricevettero assistenza logistica da due neonazisti tedeschi Willi Pohl e Wolfgang Abramowski, rispettivamente autista di Abu Daud nella fase di preparazione dell’attentato e confezionatore dei passaporti falsi usati dal commando.

A reclutarli il neonazista Udo Albrecht, conosciuto per aver combattuto nel 1970 con i fedayn palestinesi contro l’esercito giordano e per essere il punto di raccordo tra Al-Fatah e l’estrema destra tedesca, il cui compito era di reclutare giovani antisemiti tedeschi da addestrare nei campi dell’OLP.

Terrorismo palestinese, terrorismo di sinistra e terrorismo di destra. Se a morire sono gli ebrei e gli israeliani, la purezza rivoluzionaria non è un fattore così importante…

NB: Molte infomazioni per scrivere questo articolo sono state prese dal libro “Diplomazia oscura”, Gianluca Falanga. 

  • Progetto Dreyfus su Instagram

    Questo errore è visibile solamente agli amministratori WordPress

    Errore: Nessun feed trovato.

    Vai alla pagina delle impostazioni del feed di Instagram per creare un feed.

  • FOLLOW US