13 febbraio 1970, quando a Monaco l’antisemitismo uccise 7 ebrei

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Daniel Clark
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Storia

13 febbraio 1970, quando a Monaco l’antisemitismo uccise 7 ebrei

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Se fosse un film si vedrebbe la ripresa dall’alto di un edificio. Poi la macchina da presa avrebbe “stretto” su una finestra e di lì a poco si sarebbero visti degli anziani ebrei, intenti a riposare dopo aver consumato la cena dello shabbat (giorno di riposo ebraico).

La tranquillità dei protagonisti sarebbe arrivata allo spettatore prima di essere spezzata dall’inquadratura di una persona, che entra nel palazzo, versa la benzina su tutta la scala e poi accende il fuoco.

La nostra storia, però, non è un film. È un episodio accaduto la sera di venerdì 13 febbraio 1970 a Monaco, in Germania, vicino alla sinagoga di via Reichenbach, costruita nel quartiere di Isarvorstadt nel 1931 da Gustav Meyerstein e divenuta la principale della città nel dopoguerra, perché unica a non esser stata distrutta durante il regime nazista.

In prossimità del tempio ebraico, reinaugurato il 20 maggio del 1947, si trovava la casa di riposo nel centro della comunità ebraica. Era ai piani alti di un edificio assieme alla casa per studenti.

Arie Leib Leopold Gimpel, David Jakubovicz, Eliakim Georg Pfau, Meir Max Blum, Rivka Regina Becher, Rosa Drucker e Siegfried Offenbacher, ospiti della casa di riposo, non lo sanno, ma il pasto appena consumato sarà l’ultimo della loro già difficile vita. Sei di loro, infatti, sono sopravvissuti alla Shoah.

L’arrivo dei vigili del fuoco è tempestivo per salvare la vita di cinquanta persone. Ma non la loro, che non riescono a fuggire, rimanendo intrappolati dal fuoco. Uno di loro prova a lanciarsi dalla finestra nell’estremo tentativo di salvarsi la vita. Diventerà la settima vittima di un incendio fatto scoppiare dall’odio antiebraico, che per molti ha una mano di estrema destra.

Siamo a 25 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dalla capitolazione del Terzo Reich, ma i rigurgiti nazisti già iniziano a serpeggiare in Germania. E proprio la pista neonazista sembra essere quella più accreditata dalle forze dell’ordine che, però, non pare abbiano molta voglia di andare a fondo sull’accaduto.

Col tempo la certezza della responsabilità dei neonazisti iniziano a scricchiolare, fino a cadere definitivamente nel 2017, anno in cui emerge la verità: i colpevoli dell’attentato sono i Tupamaros München, gruppo dell’estrema sinistra, che si sarebbe trasformato nella Rote Armée Fraktion, nelle prime fasi conosciuta comunemente come Banda Baader-Meinhof, che per affinità politiche erano considerate vicine alle Brigate Rosse.

L’attentato terroristico contro la comunità ebraica di Monaco testimonia la trasversalità dell’odio antiebraico, destra o sinistra non fa eccezione, non importa se siano anziani o studenti, perché le vittime prescelte devono essere gli ebrei.

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