Lag Ba Omer: una fuga dalla realtà o una nuova opportunità?

Rav Scialom Bahbout
Rav Scialom Bahbout
-
Ebraismo

Lag Ba Omer: una fuga dalla realtà o una nuova opportunità?

Ebraismo
Rav Scialom Bahbout
Rav Scialom Bahbout

Nei 49 giorni del periodo dell’Omer, che nel calendario ebraico dividono Pesach da Shavuot, durante i quali sono previste determinate restrizioni legate al comportamento gioioso, troviamo due giorni particolari e che rivestono una certa importanza festiva: il primo è Yom ha Atzmaut, che cade il 20° giorno del periodo e che fu istituito per celebrare la fondazione dello Stato d’Israele; il secondo cade il 33° giorno del periodo ed è noto come Lag Ba Omer, dove la parola Lag significa appunto 33. Il giorno di Lag Ba Omer interrompe il periodo di lutto stabilito per ricordare la morte di 12mila coppie di allievi di Rabbi Akivà: si trattò di morte dovuta forse a una pestilenza (il Talmud in seguito giustifica l’evento perché costoro non “dimostravano rispetto l’uno per l’altro”) scoppiata nella Terra d’Israele in quegli anni (sotto l’imperatore Adriano tra il 135 e il 137 D.E.V.) oppure di morte dovuta alla partecipazione alla rivolta di Bar Kokhbà, nella quale Rabbi Akivà ebbe un ruolo di primo piano, contro gli occupanti romani(questo giustificherebbe la stessa accensione dei falò, tradizionale di questa festa, in quanto i falò erano utilizzati come segnali durante le guerre): in ogni caso in quel giorno secondo la tradizione la moria ebbe una stasi. Lag Ba Omer celebra il giorno in cui questa malattia cessò. In ricordo di quell’evento non si dicono suppliche durante le preghiere giornaliere e soprattutto è nuovamente permesso di sposarsi.

In questo stesso giorno ricorre l’anniversario della morte del famoso Rabbino Shimon bar Yohai, il cabalista, conosciuto quale autore dello Zohar.

Il centro dei festeggiamenti è la città di Meron in Galilea, non lontano dalla città di Safed, culla della mistica ebraica, in cui furono attivi Rabbi Izchak Luria, Rabbi Haim Vital, Rabbi Moshè Cordovero ecc. A Meron i festeggiamenti si svolgono vicino alle tombe di Rabbi Shimon Bar Yochai e del figlio Eliezer e proprio a Rabbi Shimon bar Yochai viene attribuito il libro dello Zohar, il libro in cui lo Splendore (Zohar) della Torah viene rivelato all’uomo.

Perseguitato dai Romani per le sue idee contrarie alla civiltà e all’occupazione romana, Rabbi Shimon si rifugiò prima al Beth hamidrash (scuola rabbinica di allora) e poi in una caverna, dove rimase per 12 anni assieme al figlio. In pieno isolamento lì scrisse lo Zohar, che è nella sostanza un commento alla Torà di natura mistica scritto in un aramaico spesso difficile da capire e interpretare. Quando la Chiesa decise di bandire lo studio del Talmud, bruciandole nelle piazze d’Europa (a Roma in piazza Campo de Fiori) in Italia fiorì lo studio dello Zohar che fu stampato in varie edizioni. Fu quella una sorta di fuga verso il mondo mistico, visto che non si permetteva lo studio del Talmud che comprende invece la discussioni su problemi per lo più legali.

Nei periodi difficili dell’esistenza lo studio e la riflessione sulla vita interiore non devono essere una fuga dalla realtà, ma un modo per prepararsi ad affrontare la vita cercando i significati più profondi prima di tornare ”a rivedere le stelle”.

  • Progetto Dreyfus su Instagram

  • FOLLOW US