Nazioni Unite, indaga per corruzione sul commissario generale dell’UNRWA

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Nazioni Unite, indaga per corruzione sul commissario generale dell’UNRWA

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Le Nazioni Unite hanno aperto un’indagine per corruzione nei confronti di Pierre Krahenbuhl, Commissario Generale dell’Unrwa (l’agenzia Onu per i profughi palestinesi).

La notizia è stata diffusa da Al Jazeera e AFP che, secondo le indiscrezioni, avrebbero ottenuto un rapporto confidenziale interno delle Nazioni Unite.

Rapporto su cui è scritto che il massimo dirigente dell’Unrwa e i suoi più fidati collaboratori si sarebbero resi responsabili di:

“Inappropriata condotta sessuale, nepotismo, ritorsioni, discriminazioni e altri abusi d’autorità per guadagno personale, per sopprimere il legittimo dissenso e per conseguire altri obiettivi personali”.

Il rapporto affermerebbe che lo svizzero Pierre Krahenbuhl avrebbe centralizzato su di sé e la sua cerchia il potere, sfruttando le difficoltà economiche dell’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi.

Sempre secondo il rapporto, Krahenbuhl avrebbe compiuto diversi viaggi in prima classe in compagnia di Maria Mohammadi, una collega nominata nel 2015 a un ruolo di “consigliere senior”, creato con procedimento molto rapido.

Maria Mohammadi che secondo alcuni rumors non avrebbe un rapporto esclusivamente lavorativo con Krahenbuhl.

Ricapitoliamo. Il Commissario Generale dell’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi sarebbe finito sotto accusa per corruzione da parte delle Nazioni Unite.

Sarebbe un colpo per l’intero mondo palestinese e per i suoi sostenitori se questa accusa venisse confermata anche alla luce della recente rivelazione di Suheib Yousef, il figlio di Hassan Yousef, uno dei fondatori di Hamas:

“Hamas fa gli interessi dell’Iran, non dei palestinesi. Vende informazioni agli iraniani per denaro. In Turchia i leader di Hamas sono molto ben pagati, hanno guardie del corpo, vivono in hotel di lusso, i loro figli vanno in scuole private, frequentano circoli di alto livello quando sono arrivato in Turchia sono rimasto scioccato, li ho visti mangiare in ristoranti costosissimi e offrire cene agli amici spendendo 200 dollari a persona quando a Gaza le famiglie palestinesi si sfamano con 100 dollari al mese”.

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