Sicurezza interna: una questione di priorità

La Francia boicottò la tecnologia israeliana utile alla propria sicurezza

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Micol AnticoliEditor & Event Manager
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BDS, Terrorismo

Sicurezza interna: una questione di priorità

La Francia boicottò la tecnologia israeliana utile alla propria sicurezza

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attentati Parigi
La vita è una questione di priorità e le priorità scelte tracciano il percorso della nostra vita. In un discorso più ampio, le priorità poste in alto dai leader internazionali, influiscono sulle sorti del mondo.

All’indomani degli attentati alla redazione di Charlie Hebdo e all’Hyper Cacher di Parigi, una azienda israeliana aveva presentato alla autorità francesi un software che avrebbe aiutato l’intero sistema di sicurezza della Francia a tenere sotto controllo le attività terroristiche sul territorio in maniera più efficace. Dapprima, spiega una fonte dell’antiterrorismo israeliano che ha seguito la vicenda, agli addetti ai lavori francesi era piaciuto molto il prodotto, tanto da ritenerlo efficace e d’aiuto alle operazioni di intelligence, ma in un secondo momento “sono arrivati ordini dall’alto di non comprare la tecnologia israeliana”.

Il software in questione – spiega la fonte israeliana a Fox News – permette alla rete d‘intelligence di “unire i puntini”; in poche parole il programma raccogli e analizza informazioni frammentarie che provengono da fonti differenti, permettendo agli agenti di effettuare valutazioni più chiare e complete. Il sistema che mette insieme i pezzi è già stato adottato dagli Stati Uniti e da altri paesi alleati di Israele, perché in grado di fare la differenza nell’individuazione di terroristi e di personaggi chiave per gli investigatori.

Che il mancato utilizzo di questa tecnologia israeliana – rifiutata sotto pressione di politiche filo arabe – sia la causa della morte di centinaia di persone non si può di certo affermare, ma sta di fatto che dal boicottaggio del software la Francia ha subito le stragi di Parigi e ancora la mattanza di Nizza. Se l’avanzamento dei sistemi di sicurezza avrebbero potuto fermare o mitigare il terrorismo islamico non si può sapere, ma ciò che risulta chiaro, cristallino, sono le priorità che la Francia ha scelto per i propri cittadini.

Le alte sfere erano di fronte ad una decisione neanche troppo ardua: farsi aiutare dai migliori esperti al mondo in ambito di sicurezza e antiterrorismo per proteggere i propri cittadini, o boicottare gli stessi per restare fedeli a pressioni politiche razziste antidemocratiche.
È come se un padre razzista si trovasse a dover curare suo figlio da una brutta malattia, ma a in quel momento si trovasse difronte ad un medico di colore. La scelta è far guarire il figlio o restare fedele ai suoi ideali di una vita. È questione di priorità. La Francia aveva deciso che la sua priorità non fosse rendere meno vulnerabili i propri cittadini, i propri figli.

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