Roma, revocata la sala del Campidoglio al convegno contro Israele

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Il convegno sulla cosiddetta “apartheid israeliana” in programma per oggi a Palazzo Senatorio è stato sospeso e rinviato. A comunicarlo è stato Stefano Fassina, consigliere comunale di Sinistra Italiana che avrebbe dovuto essere presente assieme ad Ann Wright, tra i leader della Freedom Flotilla (protagonista di numerosi blitz non autorizzati nelle acque vicino alla Striscia di Gaza) all’incontro di apertura previsto le ore 17 nella piccola Protomoteca dal titolo “Gaza, rompiamo l’assedio”:

“Di fronte alle preoccupazioni e alle gravi valutazioni espresse in merito all’iniziativa del movimento BDS prevista per domani, 28 Febbraio, in Campidoglio, ritengo necessario un approfondimento e incontri di chiarimento. Pertanto, sospendiamo e rinviamo la disponibilità degli spazi in Campidoglio per lo svolgimento dell’iniziativa. La situazione tra Israele e Palestina richiede a chi ha incarichi istituzionali e vuole contribuire al processo di pace di favorire il dialogo, non provocare anche involontariamente un allontanamento delle posizioni”.

L’incontro, che avrebbe dovuto aprire la settimana anti-israeliana, era appoggiato dal movimento BDS che si batte per il boicottaggio e le sanzioni contro lo Stato ebraico, ha visto le proteste dell’ambasciata d’Israele in Italia, della Comunità Ebraica di Roma e dell’Osservatorio Solomon, indignati che la cornice dell’iniziativa fosse quella del Campidoglio.

Nei giorni scorsi il vice ambasciatore israeliano in Italia, Dan Haezrachy, aveva sottolineato l’inappropriatezza del luogo scelto per una iniziativa di stampo anti-israeliano e filopalestinese, domandosi come fosse possibile che un’istituzione avallasse un convegno che voleva accostare il termine apartheid ad Israele “proprio mentre Israele nomina un giudice arabo come nuovo membro della Corte Suprema”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente della Comunità ebraica della capitale, Ruben Della Rocca, che aveva sostenuto:

“Offrire spazi del Campidoglio crea un precedente pericoloso: in futuro anche negazionisti dell’Olocausto potrebbero chiedere la stessa ospitalità. Il boicottaggio fa tornare alla mente la Germania nazista, dove ben prima dello sterminio si cominciò con il boicottare i negozi ebraici. In Italia abbiamo avuto effetti simili con le leggi razziali”.

Una delle iniziative del programma della settimana anti-israeliana e della propaganda palestinese avrebbe portato alcune proiezioni al Nuovo cinema Aquila, tra le quali quella di “This is my land…Hebron”.

Avete letto bene sì, Hebron, la città che prima di Gerusalemme era la capitale del Regno di Giuda e Israele. Non la capitale dei palestinesi, ma di Israele.

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