Lezione di storia, Menorà in mostra all’Unesco

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Lezione di storia, Menorà in mostra all’Unesco

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Una replica fedele della Menorà rappresentata sull’Arco di Tito a Roma sarà permanentemente in mostra presso la sede dell’Unesco a Parigi. La decisione del Ministero degli esteri israeliano rientra in quella battaglia culturale e storica che il governo di Gerusalemme sta conducendo dopo l’approvazione della risoluzione dell’Unesco dello scorso ottobre, secondo cui non vi è alcun legame storico, religioso e culturale fra gli ebrei e il Monte del Tempio. Una visione fantasiosa promossa dai palestinesi che l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha avallato scorporando la capitale d’Israele della propria caratterizzazione ebraica.

L’accordo raggiunto fra l’ambasciatore di Israele all’Unesco, Carmel Shama Hacohen, e la Direttrice generale, Irina Bokova, per organizzare una cerimonia ufficiale di presentazione della candelabro a sette braccia, vedrà la presenza di ambasciatori provenienti da tutto il mondo. La scultura sarà accompagnata da una spiegazione in ebraico, arabo, inglese e francese.

Il progetto di poco più di 11mila euro è stato approvato dalla la commissione del Ministero degli esteri israeliano per le gare d’appalto in seguito alle consultazioni con la Israel Antiquities Authority. Inizialmente lo si era previsto con la sola rappresentazione della Menorà, dopo però Hacohen ha preso la decisione di far raffigurare anche gli schiavi ebrei costretti a trasportare il candelabro, simbolo della deportazione ebraica da Gerusalemme a Roma per mano di Tito:

“La decisione di collocare all’Unesco la scena dall’Arco di Tito che raffigura l’esilio degli ebrei, della Menorà e di altri simboli sacri dopo la distruzione del Secondo Tempio ebraico, risponde alla necessità di mettere in evidenza una prova documentale della verità storica, incisa nella pietra da un sovrano non ebreo 600 anni prima della comparsa dell’islam nel mondo Scopo dell’iniziativa non è fare delle gare per Gerusalemme né offendere i legami di qualunque altra religione coi luoghi sacri di Gerusalemme. Si tratta solo di un contributo per spiegare la verità storica che gli ebrei vennero espulsi dal Monte del Tempio con la forza, a fronte della campagna di menzogne che palestinesi e paesi arabi hanno messo in circolazione”.

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