Le risposte di Sergio Romano che alimentano il pregiudizio antisraeliano e antisemita: una spina nel fianco per il giornalismo italiano

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Le risposte di Sergio Romano che alimentano il pregiudizio antisraeliano e antisemita: una spina nel fianco per il giornalismo italiano

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Leggiamo oggi che secondo Sergio Romano, opinionista del Corriere della Sera, l’antisemitismo sempre più evidente e diffuso in Europa sarebbe colpa di Israele ed in particolar modo del premier Netanyahu.

Il 10 Marzo Romano aveva già affrontato a suo modo la crisi del canale di Suez, quella che portò alla guerra del 1956, in una maniera – diciamo così – piuttosto singolare, con una ricostruzione che di attinenza alla verità storica aveva veramente ben poco a che fare tanto era piena di inesattezze e salti temporali utili solo a dimostrare le presunte malefatte dello stato di Israele.

Solo pochi giorni prima (il 7 Marzo) in risposta ad un lettore che chiedeva lumi circa il rapporto tra Francia e Israele, Romano dava prova ancora della sua acredine contro Israele con riferimenti ad eventi mai accaduti. La domanda che emerge a scorrere le risposte dell’ex ambasciatore che occupa il posto che fu di Indro Montanelli è per quale motivo le lettere su Israele ed ebraismo vengono sempre sollecitamente e lungamente commentate da Romano, che ne approfitta per gettar fango su Israele e la sua gente da decenni con un’insofferenza che si spiega solo con la convinzione che lo stato ebraico costituisca un enclave mal digerita dal giornalista, che con un sapiente uso di parole inutili, si guarda bene dall’ammetterlo in modo esplicito.

Andando ancora a ritroso ecco un’altra risposta – stavolta datata 5 Marzo, e siamo solo andati indietro di qualche giorno – in cui si attaccano Netanyahu e Ariel Sharon per aver affermare una verità banale nella sua evidenza, cioè che gli ebrei in Europa non siano più al sicuro. Per Sergio Romano che evidentemente vive in una bolla tutta sua, gli attentati di Tolosa, Bruxelles, Parigi, Copenaghen, le aggressioni di Anversa, Parigi, Londra, le lettere minatorie alle comunità ebraiche europee e alle ambasciate israeliane (ultima quella di Berlino), le manifestazioni nelle varie città europee in cui con la scusa di sostenere la causa palestinese si grida “morte agli ebrei” e “Hitler aveva ragione”, il sostegno al terrorismo palestinese anti-israeliano ed antiebraico sotto qualsiasi sigla esso si nasconda, sono tutte invenzioni degli ebrei europei, probabilmente in qualche modo imbeccati dai loro omologhi israeliani

Sarebbe bene che Sergio Romano rileggesse le parole proprio di chi per tanti anni ebbe la rubrica delle lettere al quotidiano di via Solferino, rendendola una delle pagine più lette del giornale: “Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c’è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d’Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l’odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nellaltro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso.” (Indro Montanelli, Corriere della Sera, 16 Settembre 1972)

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