I segreti svelati di Monaco 1972

In Israele si accende il dibattito sulla immagini degli atleti morti

Michael Sfaradi
Michael SfaradiGiornalista, Scrittore & Reporter di guerra
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Storia

I segreti svelati di Monaco 1972

In Israele si accende il dibattito sulla immagini degli atleti morti

Storia
Michael Sfaradi
Michael SfaradiGiornalista, Scrittore & Reporter di guerra

Monaco 1972

“Non abbiamo altra scelta se non quella di colpire le organizzazioni terroristiche ovunque siamo in grado di farlo, è un dovere che abbiamo verso noi stessi e verso la pace, e assolveremo a questo dovere in maniera inflessibile”. Con queste parole, e con la voce quasi spezzata dal pianto e dalla rabbia, l’allora Premier israeliano signora Golda Meir concluse il suo discorso davanti alla Knesset (Parlamento dello Stato ebraico) a una settimana dalla tragica conclusione dell’attentato palestinese alla delegazione israeliana presente alle olimpiadi di Monaco 1972.

Golda già allora sapeva quello che in questi giorni sta venendo alla luce e cioè che durante la prigionia gli atleti furono selvaggiamente picchiati e torturati e uno, il pesista Yossef Romano, brutalmente castrato.

Anche se la polizia dell’allora Germania Federale aveva sempre negato l’esistenza di immagini scattate dentro alla palazzina sita a Connollystrasse n. 31, all’interno del villaggio olimpico, a distanza di troppi anni le ultime testimonianze di quel massacro stanno venendo alla luce e, come ha recentemente raccontato il New York Times, un nuovo documentario sulla vicenda intitolato “Munich 1972 & Beyond”, che dovrebbe uscire all’inizio del prossimo anno, dovrebbe svelare tutti quei particolari che fino a oggi sono rimasti segreti.

In Israele l’opinione pubblica è spaccata a metà, c’è chi dice che è inutile pubblicare ora le immagini per rispetto ai morti e alle famiglia e chi invece vuole che tutta la verità sui quei giorni venga alla luce una volta per tutte.

immagini Monaco

In realtà Ilana Romano (moglie del pesista Yossef) and Ankie Spitzer (sposata con l’allenatore di scherma André) quelle stesse fotografie le avevano già viste nel settembre del 1992 quando il loro avvocato le ricevette per vie traverse, forse da uno degli stessi agenti della polizia federale tedesca.

Le due donne ebbero il permesso di vedere quelle immagini solo impegnandosi a non parlarne in pubblico, impegno che fino ad oggi hanno onorato.

Le antiche voci di corridoio, che dal 1972 si rinnovano ogni 4 anni in occasione delle olimpiadi, raccontano anche che gli agenti tedeschi che si trovavano nelle vicinanze della palazzina del villaggio olimpico ascoltarono impotenti alle grida di dolore e orrore che arrivavano dagli ostaggi, grida che probabilmente furono udita anche da Zvi Zamir, l’allora capo del MOSSAD, che a poche ore di distanza si trovava a Monaco in qualità di osservatore ospite del governo tedesco.

Quelle grida fecero parte del rapporto che arrivò nelle mani di Golda Meir? probabilmente sì, come probabilmente c’erano allegate le stesse fotografie che a breve verranno pubblicate, e proprio la vista dello scempio disumano era probabilmente il motivo della voce ‘diversa dal solito’  di Golda durante il suo discorso.

Rapporto Golda

Difficile credere che queste nuove immagini possano riscrivere la storia di quei giorni, ma potrebbero spiegare perché il governo israeliano decise di vendicare David Berger, 28 anni, pesista, Ze’ev Friedman, 28 anni, pesista, Eliezer Halfin, 24 anni, lottatore, Yossef Romano, 31 anni, pesista, Amitzur Shapira, 40 anni, Kehat Shorr, 53 anni, allenatore di tiro a segno, Mark Slavin, 18 anni, lottatore, André Spitzer, 27 anni, allenatore di scherma, Yakov Springer, 51 anni, giudice di sollevamento pesi, Moshe Weinberg, 33 anni, allenatore di lotta greco- romana, è sempre utile ricordare i loro nomi, in maniera così incisiva, andando a scovare responsabili e mandanti fin dentro i loro rifugi in Europa e in Medioriente.

Ma questa è un’altra storia.

Massacro Monaco

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