Germania ribadisce il no al BDS, ong pro-palestinesi escluse dal festival di Bonn

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Germania ribadisce il no al BDS, ong pro-palestinesi escluse dal festival di Bonn

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La Germania ribadisce il suo no al BDS. Dopo la condanna ufficiale del parlamento tedesco che nel maggio scorso l’aveva classificato come “razzista e antisemita”, nel paese si è tornato a parlare del movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele.

L’occasione è stata “Diversità”, il festival interculturale in programma a Bonn, il cui comune ha vietato a quattro organizzazioni pro-palestinesi di partecipare all’evento che si terrà il 29 settembre prossimo.

La motivazione è da ricercare nel (presunto) sostegno di queste organizzazioni al movimento BDS. Tre organizzazioni su quattro sono ricorse a vie legali contro la decisione del Comune, sostenendo che violi il loro diritto di libertà di espressione.

Prima dell’estate, quando il parlamento tedesco si è espresso sul BDS, i principali partiti del consiglio di Bonn, l’Unione Democratica Cristiana, il Partito Verde, il Partito Socialdemocratico e il Partito Democratico Libero avevano affermato che:

“Le istituzioni della città di Bonn non devono fornire locali per la campagna BDS né sostenere eventi della campagna BDS o di gruppi che ne perseguano gli obiettivi”.

Questo parte del testo del parlamento della Germania contro il BDS.

“La campagna di boicottaggio contro prodotti, artisti e beni culturali israeliani lanciata dal Bds ricorda in modo fatale il capitolo più terribile e scuro della storia tedesca, quando anche i nazisti incitarono la popolazione a non fare più la spesa nei negozi degli ebrei. Le argomentazioni e il linguaggio utilizzato dai militanti e simpatizzanti del movimento è molto simile a quello utilizzato a suo tempo dal regime nazista e discrimina l’intera comunità ebraica e i cittadini israeliani senza fare alcuna distinzione”.

A Bonn nel caso specifico, ma in Germania in generale, si stanno stringendo le maglie attorno ad alcune ong e associazioni dalle attività sospette.

Come nel caso della Farben für Waisenkinder, associazione che raccoglieva soldi per un’organizzazione appartenente a Hezbollah, che ha portato la Corte Costituzionale Suprema della Germania a spezzare questa rete di finanziamento al gruppo terroristico del Libano.

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