Aiutò gli ebrei, al conte Marcello l’onorificenza di “Giusto tra le Nazioni”

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David Spagnoletto
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Aiutò gli ebrei, al conte Marcello l’onorificenza di “Giusto tra le Nazioni”

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Al conte Alessandro Marcello è stata conferita postuma l’onorificenza di “Giusto tra le Nazioni” tributata dall’Istituto per la Memoria dei Martiri e degli Eroi dell’Olocausto Yad Vashem. Marcello era un nobile che durante la Resistenza nascose, tra gli altri, Milan Cohen e la sua famiglia.

Presenti a Palazzo Marcello di Venezia, l’Ambasciatore di Israele in Italia, Gilon Naor, il presidente della Comunità ebraica Paolo Gnignati, il rabbino capo Scialom Bahbout, il sindaco di Fontanelle, la presidente del Consiglio Comunale di Venezia e Antonio Spinelli, lo storico padovano che ha raccontato i fatti accaduti nel libro “Vite in fuga”.

Cohen davanti a questi illustri ospiti e a una cinquanta discendenti del conte Alessandro – cinque figli, dodici nipoti, un paio di dozzine di bisnipoti, a sua volta discendente del doge Nicolò e del musicista Benedetto –  ha raccontato i terribili accadimenti datati 1944, anno in cui da Banja arrivò a Fontanelle e dove, con il falso nome di “Emilio”, trovò rifugio nella villa dei Marcello.

Alessandro Marcello, nipote e figlio di Girolamo prima dell’evento aveva rivelato:

Siamo stati contattati dall’Ambasciata israeliana che cercava di ricostruire questa storia e in effetti in famiglia si sapeva che il nonno aveva protetto gli ebrei ma non se ne parlava molto, forse per un po’ di pudore. È una storia molto emozionante e saremo tutti presenti, sarà un momento famigliare ma allo stesso tempo anche un’occasione per ricordare l’importanza di questi fatti, specie in un periodo come questo in cui abbiamo bisogno di cose belle.

Era dal 1945 che Coeh non vedeva Girolamo e Marco Marcello, quando insieme a loro giocava in giardino e Marisa, moglie di Alessandro, raccomandava ai figli di  “trattarlo come un amico” per non destare sospetti.

Dopo la Guerra Marcello si è dedicato alla ricerca scientifica, dividendosi tra Venezia e Fontanelle, di cui è stato anche sindaco. Nel capoluogo veneto, Marcello è stato Procuratore di San Marco, presidente del Museo di Storia Naturale e della Fondazione Querini Stampalia.

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