Caso Dawabsha: Abbas minaccia di cambiare l’atteggiamento di ANP nei confronti di Israele

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Mario Del MonteEditor
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Caso Dawabsha: Abbas minaccia di cambiare l’atteggiamento di ANP nei confronti di Israele

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Come era facile prevedere la morte di Ali Saad Dawabsha, il bambino palestinese di diciotto mesi bruciato vivo nella sua casa di Duma, è diventato un caso politico destinato a influenzare il conflitto israelo-palestinese nelle prossime settimane. Il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha minacciato un radicale cambio di atteggiamento nei confronti di Israele se quest’ultimo non prenderà adeguati provvedimenti contro gli estremisti ebrei. Inoltre Abbas si è scagliato contro Netanyahu sulla questione insediamenti affermando che con questo atteggiamento più che la pace si sta rischiando di far scivolare la società palestinese nelle mani dei jihadisti del Califfato Islamico.

Stretto fra gli appelli alla calma della comunità internazionale e la richiesta di un atteggiamento più deciso da parte delle piazze palestinesi, Abbas ha riferito ai media che reagirà ma non sosterrà nessuna risposta violenta. “Le nostre mani sono ancora tese in segno di pace. Se però la situazione fra un mese continuerà ad essere la stessa allora cambieremo il nostro atteggiamento. Altrimenti come farò a guardare negli occhi le famiglie dei martiri uccisi dai terroristi ebrei?”

Abbas non ha specificato quali potranno essere i provvedimenti che prenderà ma secondo Channel 1 starebbe pensando sempre più insistentemente alle dimissioni come segno di protesta nei confronti degli Stati Uniti che lo considerano l’unico interlocutore affidabile per i palestinesi. Le chiamate ricevute da Netanyahu e Rivlin sono state giudicate insufficienti dal Presidente dell’ANP che ha chiesto azioni concrete per assicurare i colpevoli alla giustizia: “Lo dico onestamente, non saremo pazienti. Israele deve scegliere fra lo Stato Islamico e la pace, deve scegliere se punire i terroristi e ottenere la pace. Di che pace parla Netanyahu se ogni giorno i coloni minacciano i palestinesi? Davvero gli insediamenti sono un mezzo per raggiungere la pace nei negoziati?” Sul tema della cooperazione di sicurezza fra Israele e ANP Abbas è stato invece molto vago non manifestando la volontà di terminarla.

Abbas inoltre si è detto pronto a ridare vita ai negoziati ma con alcune precondizioni come il rispetto di alcuni impegni presi dagli israeliani negli anni come lo stop agli insediamenti e il rilascio graduale di alcuni prigionieri. Il Presidente palestinese ha dichiarato di non essere interessato ad una escalation di violenze e ha promesso di istruire le sue forze di sicurezza per evitare che ci siano vendette.

Da Gaza invece Hamas ha lanciato un appello alla rivolta contro ANP, colpevole secondo l’organizzazione terroristica di “collaborazionismo con il regime sionista”. Il Ministro degli Esteri palestinese Riyad Al-Malaki si è recato all’Aja per incontrare alcuni funzionari della Corte Penale Internazionale a cui probabilmente chiederà di aprire un’indagine sul caso della famiglia Dawabsha.

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