Sopravvissuto a Dachau e ucciso nelle foibe, l’incredibile storia di Angelo Adam

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Sopravvissuto a Dachau e ucciso nelle foibe, l’incredibile storia di Angelo Adam

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Una ragazza di 17anni va a chiedere notizie sulla sparizione dei propri genitori alle autorità. Il suo nome è Zulema Adam. La data è incerta, sicuramente dopo la prima settimana di dicembre del 1945, così come è incerta la persona con cui parla.  

Il suo interlocutore sa benissimo la sorte “avversa” toccata ai suoi genitori. Lo sa, perché è direttamente o indirettamente responsabile della morte di suo padre e sua madre, Angelo Adam e Ernesta Stefancich.

Da quel giorno nessuno vedrà più Zulema. Nessuno saprà mai veramente cosa le sia accaduto. Il suo corpo non verrà mai ritrovato, l’ipotesi è che sia stato gettato in qualche foiba.

È questa la tragica fine di quel ramo della famiglia Adam. Una famiglia che ha sofferto, divenuta negli anni prima oggetto delle persecuzioni naziste e poi di quelle del maresciallo Tito. 

Il capofamiglia Angelo era antifascista, autonomista, ebreo, italiano di Fiume, di professione meccanico.

Sono anni in cui essere ebreo è una colpa da pagare con la vita. E infatti Angelo viene deportato a Dachau il 2 dicembre 1943.

Riesce miracolosamente a sopravvivere all’inferno dei lager, ai soprusi nazisti e alle malattie. Torna a Fiume nel 1945, ma in città ci sono le truppe di Tito. Il rientro è difficoltoso per Angelo, la comunità ebraica locale è in ginocchio, come tutte in quel periodo. Prende contatto con i partigiani, con i sindacalisti e con gli antifascisti.

Angelo crede nella democrazia e nella libertà, valori che però non sono condivisi da tutti. Perché, come anni prima aveva pagato il suo essere ebreo, alla fine del 1945 paga voler essere un uomo libero e autonomo.

Una notte di dicembre Angelo e sua moglie Ernesta sono presi con la forza dai titini. I loro corpi finiscono nelle foibe.

I nazisti lo volevano morto perché ebreo e antifascista, gli jugoslavi perché italiano e autonomista.

Una vita sfortunata quella di Angelo, entrato suo malgrado per due volte nelle morse della storia. Una vita che va ricordata, come quella di sua moglie Ernesta e sua figlia Zulema.

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