Una comunità ai confini del mondo: gli ebrei di Auckland

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Yoseph Fatucci
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Ebraismo

Una comunità ai confini del mondo: gli ebrei di Auckland

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Ai confini del mondo, pur con tutti gli ostacoli derivanti dalla posizione geografica, vive una comunità ebraica che conta tremila iscritti e che riesce a mantenere uno stile di vita ortodosso. Questo accade ad Auckland, in Nuova Zelanda.

La comunità ebraica è in gran parte ortodossa, oltre ad essere molto accogliente, permettendo a chiunque di esprimere la propria opinione liberamente. Un significativo esempio della grande apertura mentale è il fatto che il loro leader politico è una donna, carica solitamente riservata agli uomini. È inoltre presente una piccola comunità reform, che vive comunque in armonia con il movimento ortodosso.

In un passato non molto lontano ad Auckland c’erano due scuole: Moriah e Kadima. Tuttavia Moriah è stata chiusa recentemente per la mancanza di fondi; Kadima è una scuola elementare, quindi attualmente non esiste una scuola superiore ebraica ad Auckland. Kadima è frequentata da circa centottanta bambini, recentemente però la scuola è diventata pubblica poiché riceve sussidi dallo stato, di conseguenza è tenuta ad accettare anche ragazzi non-ebrei. Questo fenomeno avviene anche in altre comunità ebraiche nel mondo, tuttavia la scuola neozelandese obbliga gli studenti non ebrei ad indossare comunque la kippah, oltre a dover essere presenti a tutte le lezioni di lingua ebraica.

Nello stesso palazzo che ospita la scuola elementare c’è la sinagoga, che è divisa in due parti. Una parte è dedicata agli studenti e viene da loro utilizzata per le preghiere del mattino, l’ altra parte è invece dedicata a tutti gli ebrei della comunità e viene utilizzata soprattutto durante le festività. Adiacente alla sinagoga c’è una sala per banchetti, a disposizione per feste o grandi eventi. Ad Auckland è presente anche un’ altra sinagoga, che si trova non lontano da Kadima e si chiama Shtable.

Tra le tremila persone che compongono la comunità, alcune sono motivate da interessi di business. Il fondo Nazionale Ebraico ha inviato un suo uomo, così come l’ Organizzazione Sionista Ebraica o l’ Agenzia Ebraica. Sono presenti anche rappresentanti del Bene Akiva, al fine di aiutare i giovani in qualsiasi modo possibile e di avvicinarli all’ ebraismo e al sionismo.

In città c’è una sola macelleria Kosher, che funziona anche come ristorante e come servizio di catering. È però molto piccola e molto costosa. Gruppi animalisti che si sono schierati contro la macellazione Kosher hanno creato non pochi problemi, tuttavia è stato raggiunto un compromesso: sarà condotta  solo durante il capodanno e la pasqua ebraica.

Il governo della Nuova Zelanda è molto rigido anche per quanto riguarda la circoncisione. Un mohel può condurla solo se è un medico certificato, il che obbliga i cittadini ebrei di Auckland a recarsi in Australia. Deve però presenziare anche un medico neozelandese per supervisionare il processo. Tutto questo rende la circoncisione molto difficile e molto costosa.

Tutto questo è molto sorprendente se si considera che il primo ministro della Nuova Zelanda, tale John Kay, è ebreo. Sua madre era ebrea, ma lui non si identifica con l’ ebraismo ed è anche sposato con una donna cristiana. Non ha quindi un senso di appartenenza che lo porta a facilitare la vita religiosa degli ebrei di Auckland, che gli sono indifferenti.

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