Chi tortura i palestinesi?

Non Israele, ma Hamas e l’Autorità Palestinese fanno uso estensivo di tortura e cinicamente mandano i loro militanti a farsi ammazzare.

Ugo Volli
Ugo Volli
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Medio Oriente, Terrorismo

Chi tortura i palestinesi?

Non Israele, ma Hamas e l’Autorità Palestinese fanno uso estensivo di tortura e cinicamente mandano i loro militanti a farsi ammazzare.

Chi tortura i palestinesi? Ci sono cose evidenti che i “pacifisti” e i “progressisti” (scrivo queste qualifiche fra virgolette perché non riesco a credere alla loro fondatezza) o più semplicemente gli anti-israeliani non sono proprio capaci di vedere, perché non vogliono o non possono, senza smentirsi del tutto. Una di queste è la sadica crudeltà, il cinismo senza limite che le organizzazioni terroristiche (sia Hamas che Fatah, con l’Autorità Palestinese che ne dipende) mostrano nei confronti dei loro sudditi, che pretendono di amministrare e rappresentare, ma in realtà opprimono e ingannano.

Partiamo da un esempio minore: come non definire oppressivo e crudele, oltre che razzista, un’amministrazione che condanna a morte (a morte!) che vende un appartamento o un orto agli ebrei? Lo fa l’Autorità Palestinese, ci sono state diverse esecuzioni, nei giorni scorsi è stato rapito da Gerusalemme un arabo accusato di questo il quale forse se la caverà, ma non è detto, solo perché ha un passaporto americano. La cosa triste è che vi sono dei “pacifisti” israeliani ancora più cinici e crudeli dell’autorità palestinese, che fanno gli agenti provocatori per smascherare gli arabi disposti a “tradire” con la vendita di una casa. E’ il caso di Ezra Nawi, militante di Betselem, denunciato proprio per questo. La sua storia è molto istruttiva, per conoscerla vi rimando a questo mio articolo di due anni fa.

Legata alla faccenda della vendita di immobili è il problema generale della tortura. Tanto Hamas quanto Fatah e l’Autorità Palestinese impiegano molto largamente la tortura contro avversari politici, persone che per una ragione o per l’altra vogliono spaventare, oltre che “naturalmente” con gli indagati di reati che possono essere tanto comuni che politici. Lo documenta un rapporto di Human Rights Watch, di cui qui  si trova un riassunto. In sostanza le autorità palestiniste di qualunque parte si ritengono autorizzate a torturare i propri sudditi quando per qualunque ragione li hanno a disposizione. E’ una situazione terribile, che si somma a infiniti altri abusi dei diritti, dall’assenza di elezioni agli abusi di potere dei funzionari, dalla corruzione alla inesistenza di una magistratura autonoma, al razzismo istituzionale contro gli ebrei cui si nega ogni diritto ora e per sempre. Come mai i “pacifisti” e i “progressisti”, che si turbano ogni volta che la polizia interviene, per bloccare manifestazione violente o fatti di terrorismo o per sgomberare costruzioni abusive, sempre sotto il controllo di una magistratura indipendente, non hanno nulla da dire sulle torture che le bande armate “palestinesi” infliggono sistematicamente su chi gli capita a tiro? Perché, attenti agli scioperi dei condannati nelle carceri israeliane non dedicano almeno una fuggitiva attenzione alle persone torturate a morte senza condanna nelle galere “palestinesi”.

Vi è poi una forma di odio e di cinismo anche più generale. Hamas da sette mesi manda i suoi militanti, mescolati a donne e bambine, a farsi ammazzare attaccando il confine di Gaza, che non possono ovviamente sfondare. Sistema le rampe dei suoi missili, i suoi centri comando, i suoi depositi di armi in mezzo a chiese, moschee, scuole, condomini, per far ammazzare chi le occupa in caso di reazione israeliana. L’Autorità Palestinese incoraggia continuamente il terrorismo sui suoi media tradizionale e social, nelle scuole, nelle istituzioni. Ogni assassino che ha colpito col suo coltello o la sua automobile negli ultimi anni, ed è stato ucciso per autodifesa, è partito esaltato da questo lavaggio del cervello e con la certezza non indifferente che il suo atto avrebbe portato alla sua famiglia lo stipendio dei “martiri” che impegna quasi il 10% del bilancio dell’Autorità Palestinese. Anch’essa dunque manda i suoi ragazzi a morire, col cinico calcolo di trarne qualche vantaggio politico. Non è crudeltà questa, non è violenza contro il proprio popolo (oltre che odio genocida per gli ebrei)? E allora perché nessuno protesta? Perché tacciono i difensori delle donne e dei bambini di fronte a questo sfruttamento, come del resto tacciono i difensori della natura di fronte alle devastazioni degli incendi provocati dalle bombe volanti di Hamas? La “Palestina” non è la loro patria? E allora che amore è quello di bruciarne la natura?

Sono domande retoriche, che non avranno risposta. Se Israele compisse un centesimo delle violenze e delle violazioni di diritti dei palestinesi/palestinisti, sarebbe sulle prime pagine dei giornali. Ma i palestinisti invece sono assolti a priori perché “rivoluzionari” che “lottano per la libertà”: ammazzando e torturando il loro stesso popolo, naturalmente.

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