Terrorismo islamico a Roma, l’obiettivo era la Metrò

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Terrorismo islamico a Roma. Una cellula terroristica progettava un attacco alla metrò della capitale. E proprio nella città Eterna e dintorni che si sono concentrate le indagini che hanno portato ieri all’arresto di Abdel Salem Napulsi.

Andiamo con ordine. Era la fine del dicembre del 2016 quando Anis Amri si rese protagonista dell’attentato al mercatino di Natale a Berlino. Da lì, una fuga di alcuni giorni che si concluse a Sesto San Giovanni, dove fu fermato e ucciso dalla polizia italiana.

La sua presenza in Italia allertò la nostra intelligence, convinta che l’attentatore di Berlino fosse in contatto con qualcuno nel Paese.

Oggi si è scoperto che Anis Amri aveva effettivamente contatti da noi. Le attività degli 007 hanno sviluppato due filoni di indagini: uno teso a scoprire i soggetti collegati ad Amri e un altro teso a scoprire chi gli fornisse o avesse fornito i documenti falsi.

La cellula terroristica islamica che voleva colpire Roma (la stazione della metrò Laurentina), frequentava sia Ostia che Latina. Abdel Salem Napulsi, per esempio, viveva nel quartiere Marconi della capitale a pochi passi dalla Stazione ferroviaria di Trastevere, una dei nodi più nevralgici della città.

Napulsi che in un altro quartiere di Roma (Montesacro) il 20 luglio scorso aveva incontrato l’estremista Mounir Khazri, che al telefono con il compagno espresse la sua preoccupazione per un possibile pedinamento.

Scrivono i magistrati:

“Dall’analisi dell’ingente materiale di chiaro orientamento fondamentalista visualizzato si ritiene che Napulsi abbia acquisito un indottrinamento di alto livello e, imbevuto di contenuti ideologici estremi derivati dal costante e intenso e learning effettuato, abbia acquisito consapevolezza e desiderio di assurgere ad entità satellitare dell’universo jihadista”.

Quest’azione di intelligence è la prova che il terrorismo islamico è sempre in agguato ed è seriamente interessato a seminare morte e terreno nel nostro paese.

Fare un attentato in una luogo affollato come la metrò è la cartina di tornasole della malvagità di questi terroristi.

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