Terrorismo islamico in Italia, algerino rimpatriato

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Terrorismo islamico in Italia, algerino rimpatriato

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Il terrorismo islamico in Italia torna a occupare le prime pagine delle cronaca. Un algerino arrestato dalla Digos a Roma nello scorso novembre è stato rimpatriato.

Sul 28enne africano pendevano quattro mandati di cattura internazionale emessi dalle Autorità algerine, che lo accusano di appartenere a un gruppo terroristico e di essersi macchiato di reati di estorsione e atti di terrorismo commessi in Algeria tra il 2010 ed il 2016.

Anche le Autorità tedesche avevano inserito il suo nome fra quelli “al quale rifiutare l’ingresso ed il soggiorno sul Territorio Schengen”.

Il giovane è stato rispedito nel suo paese – in Algeria – dove sconterà la sua pena a vita: prelevato dal carcere di Regina Coeli, è stato ieri consegnato a funzionari dell’Interpol algerini all’aeroporto di Fiumicino da cui è stato fatto partire su un volo diretto ad Algeri.

T.M. venne arrestato a Roma nello scorso novembre dagli agenti della Digos di Roma, che lo fermarono in procinto di richiedere informazioni sulla sua richiesta di asilo politico. Secondo le informazioni apprese l’algerino era già noto alle autorità perché in contatto con membri dello Stato islamico.

Algerino che aveva fatto ricorso in Cassazione ma, con decreto del 30 luglio scorso, il ministro della giustizia ha dato il suo benestare all’estradizione, mettendolo a disposizione della polizia giudiziaria per la successiva consegna alle autorità algerine.

Questo episodio conferma che in Italia esiste un pericolo in merito all’estremismo islamico. A Roma era stata sgominata una cellula che voleva compiere un attentato alla metro Laurentina ed era in collegamento con Anis Amri, il terrorista islamico che nel dicembre 2016 si rese protagonista dell’attentato al mercato di natale a Berlino.

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