Terrorismo islamico, arrestato italo-marocchino

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Un italo-marocchino è stato arrestato in Siria dalla polizia in un’indagine che vede protagoniste la Procura della Repubblica di Brescia, la Digos locale e quella di Mantova.

Il foreign fighter finito in manette è Samir Bougana, 25 anni, su cui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere con finalità terroristiche: aveva combattuto prima tra le fila di Al Qaeda e poi tra quelle dell’Isis.

Bougana è nato in provincia di Brescia e abitava a Mantova prima di sposare le idee jihaidiste, che l’hanno portato in Siria passando anche per la Germania, paese che ha contribuito alla sua radicalizzazione dopo aver frequentato ambienti legati al terrorismo islamico.

È stato proprio partendo da un’utenza telefonica tedesca che le forze di polizia hanno iniziato l’attività di intelligence. Utenza telefonica che è risultata essere intestata alla moglie di Samir, che intratteneva rapporti con la famiglia del marito rimasta in Italia.

Dall’analisi di queste conversazioni si è scoperto che Bougana aveva abbracciato il terrorismo islamico, che ha reso possibile l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere e del successivo mandato di cattura internazionale.

Samir Bougana è stato arrestato nell’agosto del 2018 in Siria dalle Forze di liberazione curde, che pochi giorni fa l’hanno consegnato alla Polizia italiana, che l’ha riportato nel nostro paese.

Le indagini, iniziate nel 2015, non si sono concluse con l’arresto dell’italo-marocchino. Le forze di polizia italiane, infatti, stanno verificando se Bougana avesse qualche appoggio in territorio italiano, in particolare in Lombardia.

Sulla situazione nella regione è intervenuto Riccardo De Corato, Assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale:

“È l’ennesimo caso in Lombardia di foreign fighter. Siamo la Regione con il più alto tasso di immigrati e di extracomunitari richiedenti asilo. Milano e la Lombardia sono diventati, oramai, un crocevia dove gli stranieri possono circolare liberamente e compiere, quotidianamente, atti di delinquenza. I dati sono davvero allarmanti: dal Gennaio 2015 al marzo 2019 sono state effettuate, oltre a diversi arresti, 384 espulsioni per terrorismo, circa un terzo delle quali sono avvenute in Lombardia, dove si è verificato il maggior numero di arresti di soggetti radicalizzati. È evidente la necessità di un intervento immediato per mettere fine a questa situazione che peggiora di giorno in giorno”.

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