Terrorismo, arrestato un marocchino vicino all’Isis

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Mohamed Kamel Eddine Khemiri, 41enne tunisino, è stato arrestato questa mattina dal Ros dei carabinieri per associazione a delinquere su disposizione del giudice di Santa Maria Capua Vetere, che hanno messo in manette otto stranieri con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla falsificazione di documenti. Secondo gli inquirenti Khemiri, residente a San Marcellino in provincia di Caserta, è a capo di una banda di trafficanti di migranti.

Fin qui nulla di strano, ma riavvolgiamo il nastro della storia all’inizio del 2015. Era il 25 gennaio e in una conversazione intercettata Mohamed Kamel Eddine Khemiri si esprimeva così: “Sono isissiano finché avrò vita. E se morirò vi esorto a farne parte”.

“Ississiano” termine inequivocabile soprattutto per gli investigatori, secondo cui Khemiri si rifaceva allo Stato Islamico, per cui aveva fatto propaganda sui social, cercando materiale per l’organizzazione terroristica. Raccolto il materiale la Procura di Napoli ne aveva chiesto l’arresto, senza però ottenerlo. Oggi il pm di Napoli Luigi Alberto Cannavale ha chiuso l’indagine aperta nei suoi confronti per i presunti rapporti con la rete di Daesh, accusandolo di associazione con finalità di terrorismo o, in alternativa, di apologia.

Un’altra brillante indagine conclusa dai servizi di sicurezza italiani che in pochi giorni hanno provveduto all’arresto di personaggi legati al terrorismo islamico. A fine luglio due marocchini sono stati arrestati a Savona e all’inizio di agosto un siriano a Genova.

L’efficienza della nostra intelligence non è cosa di adesso e non è relativa all’aumento degli attentati di matrice islamica in Europa, ma è una caratteristica che ha da sempre. Gli investigatori concentrano la loro attenzione in Liguria e in Puglia, nello specifico a Bari, dove il porto è ritenuto essere uno dei crocevia dei jihadisti e di tutti coloro che vogliono unirsi all’Isis.

 

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