Shoah, la strage dimenticata del lago Maggiore

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Shoah, la strage dimenticata del lago Maggiore

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È stata la prima strage nazista in Italia. Una strage poco conosciuta avvenuta dal 13 settembre al 10 ottobre 1943 nei pressi del Lago Maggiore, che ha causato la morte di 57 ebrei in nove località (Arona, Baveno, Orta, Meina, Mergozzo Novara, Pian Nava, Verbania Intra e Stresa).

Pochi giorni dopo l’annuncio dell’armistizio e il conseguente passaggio dell’Italia allo schieramento alleato, le SS del 1° Battaglione della Divisione corazzata Leibstandarte “Adolf Hitler”, appena stanziate sul Lago Maggiore, diedero inizio a un incubo che porterà a un vero e proprio inferno.

Nella zona erano presenti un centinaio di ebrei italiani, suddivisi in chi abitava l’area da anni, chi vi si rifugiò per scappare dai bombardamenti di Milano e dintorni e chi proveniva dall’estero, soprattutto da Salonicco, dove mesi prima era cominciata la deportazione degli ebrei per mano nazista.  

La macabra operazione delle SS ebbe inizio tra il 13 e il 14 settembre a Baveno, dove vennero prelevate, fra l’altro, le famiglie di Mario Luzzato, per anni direttore della sede di Londra della Pirelli, e di Emil Serman, ricco commerciante di origine austriaca, residente nella Villa Fedora. Furono arrestati, inoltre, un anziano rabbino di origine lettone e sua moglie.

Nei giorni successivi la strage del lago Maggiore continuò in altre città. Ad Arona venne prelevato, assieme a sua madre, il conte Vittorio Cantoni Mamiani Della Rovere e alcuni componenti della famiglia Modiano, che proveniva da Salonicco.

L’episodio più noto avvenne a Meina, dove la barbarie nazista si scagliò contro sedici ebrei ospiti dell’Albergo Meina che vennero trattenuti per alcuni giorni in una stanza e poi, nelle notti del 22 e del 23 settembre uccisi e gettati con zavorre nel lago, a poca distanza del paese. Il giorno dopo alcuni corpi affiorarono e vennero riconosciuti da abitanti della zona. Il proprietario dell’albergo, Alberto Behar e la sua famiglia, ebrei di nazionalità turca, riuscirono a salvarsi grazie all’intervento diretto del Console della Turchia, paese allora neutrale. A Orta furono arrestati lo zio e il cugino di Primo Levi, Mario e Roberto.

Ecco l’elenco delle 57 vittime: 

  • Arona (9 vittime): Irma Finzi Cantoni, anni 70; Vittorio Angelo Cantoni Mamiani Della Rovere, anni 43. – Giacomo Elia Modiano, anni 34; Mary Bardavid, anni 22; Carlo Elia Modiano, anni 32; Grazia Modiano, anni 26. – Carla Kleinberger Rakosi, anni 45; Tiberio Alexander Rakosi, anni 22. – Margherita Coen Penco, anni 56
  • Baveno (14 vittime): Mario Luzzatto, anni 53; Bice Ginesi, anni 45; Olga Ginesi, anni 48; Silvia Luzzatto, anni 20; Maria Grazia Luzzatto, anni 18. – Emil Serman, anni 62; Maria Müller, anni 43; Stefania Müller, anni 41; Giulia Werner, anni 77; Sofia Czolosinska, anni 39. – Joseph Wofsi, anni 70; Emma Baron, anni 61. – Carla Caroglio, anni 25. – Fanny Jette Engel, anni 70.
  • Orta (2 vittime): Mario Levi, anni 62; Roberto Levi, anni 23.
  • Meina (16 vittime): Marco Mosseri, anni 55; Ester Botton, anni 52; Giacomo Renato Mosseri, anni 22; Odette Uziel, anni 19. – Dino Fernandez Diaz, anni 76; Pierre Fernandez Diaz, anni 46; Liliana Scialom, anni 36; Jean Fernandez Diaz, anni 17; Robert Fernandez Diaz, anni 13; Blanchette Fernandez Diaz, anni 12. – Raoul Torres, anni 48; Valerie Nahoum, anni 49. – Vittorio Haim Pompas, anni 31. – Vitale Cori, anni 26. – Lotte Froehlich Mazzucchelli, anni 38. – Daniele Modiano, anni 51.
  • Mergozzo (3 vittime): Mario Abramo Covo, anni 66; Alberto Abramo Arditi, età presunta 55; Matilde David, età presunta 50.
  • Novara (3 vittime): Giacomo Diena, anni 56; Amadio Jona, anni 79. – Sara Berta Kaatz, anni 31.
  • Pian Nava (2 vittime): Humbert Scialom, anni 55; Berthe Bensussan, anni 50.
  • Verbania Intra (4 vittime): Ettore Ovazza, anni 51; Nella Sacerdote, anni 41; Riccardo Ovazza, anni 20; Elena Ovazza, anni 14.
  • Stresa (4 vittime): Tullio Massarani, anni 64; Olga Massarani, anni 65. – Giuseppe Ottolenghi, anni 71; Lina Ottolenghi, anni 38.

La strage del Lago Maggiore è stata la prima compiuta dai nazisti in Italia e seconda per numero di vittime dopo quella della Fosse Ardeatine. Una strage che mostra, semmai ce ne fosse bisogno, la ferocia e l’odio nazista contro gli ebrei.

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