Sion Burbea, è morto un monumento della Comunità ebraica di Roma

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Sion Burbea è morto all’età di 96 anni. Nato a Tripoli nel 1922, venne deportato nel 1942 nel campo di Civitella del Tronto e nel 1944 fu trasferito dalla Wehrmacht prima nel campo di Fossoli di Carpi e poi a Bergen Belsen, dove fu prigioniero fino al novembre dello stesso anno. Venne internato di nuovo nel campo di Biberach prima della liberazione.

Quando la malvagità umana sembrava un ricordo, Sion Burbea dovette ancora far i conti con l’odio verso gli ebrei, subendo, una volta tornato a Tripoli, i pogrom del 1945 e del 1967, anno in cui scoppiò la Guerra dei Sei giorni che per gli ebrei libici divenne sinonimo di cacciata dal proprio paese.

Si rifugiò a Roma, dove ben presto diventò un punto di riferimento per la Comunità ebraica locale, fondando e gestendo ininterrottamente la sinagoga Bet Yacov.

Nel giugno scorso, Sion Burbea è stato premiato dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in visita al Tempio Maggiore di Roma, in occasione della cerimonia per i cinquant’anni dall’arrivo degli ebrei libici in Italia, per il suo impegno nel mantenere viva la cultura libica in Italia e per il suo determinante contributo nell’integrazione dei suoi connazionali ebrei a Roma.

La scomparsa di Sion Burbea è stata commentata dalle massime personalità religiose e politiche della Comunità ebraica di Roma.

Il  Rabbino Capo Riccardo Di Segni ha affermato:

“Con Sion Burbea scompare una delle colonne della nostra Comunità, un uomo che ha conosciuto gli orrori della Shoah e dei pogrom arabi e che, malgrado tutto, si è instancabilmente adoperato con dedizione e grande umanità alla continuità della vita ebraica”.

La presidente Ruth Dureghello l’ha ricordato così:

“Sion Burbea ha rappresentato un faro di luce e speranza per la Comunità Ebraica. Ha dedicato la sua vita a mantenere viva la tradizione ebraica e attraverso la sua leadership ha permesso ai tanti ebrei di origine libica di diventare un esempio positivo di integrazione. Ci stringiamo intorno alla famiglia in questo momento di grande dolore”.

Con Sion Burbea se ne va un monumento della Comunità ebraica di Roma. Dove per Roma leggasi sia la Comunità ebraica capitolina che quella ebraica libica trapiantata a Roma.

Perché Sion Burbea è stato simbolo di un’integrazione unica e irrepetibile.

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