Morto Semyon Rosenfeld, ultimo sopravvissuto del lager di Sobibor

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Morto Semyon Rosenfeld, ultimo sopravvissuto del lager di Sobibor

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Semyon Rosenfeld è morto all’età di 97 anni. L’ultimo tra i sopravvissuti della rivolta del campo di sterminio di Sobibor, dove tra il maggio 1942 e l’ottobre 1943 vennero uccisi tra i 200 mila e 250mila ebrei, zingari e prigionieri di guerra russi.

Rosenfeld nacque in Ucraina e durante la guerra si arruolò nell’Armata rossa. Fu fatto prigioniero dai soldati della Germania nazista e poi fu deportato nel campo di sterminio di Sobibor, dove nell’autunno del 1943 diede il suo contributo alla rivolta del lager che portò all’uccisione di undici ufficiali delle SS.

Rivolta che si concluse con la fuga dal lager sotto la guida di Alexander Pechersky. Una fuga che però costò la vita a molti delle 300 persone: 170 vennero prima catturati e poi fucilati dalla ferocia nazista. Semyon Rosenfeld, assieme ad altri 57 deportati, riuscirono a nascondersi nei boschi e mettersi in salvo.

Il premier dello Stato d’Israele, Benjamin Netanyahu, ha scritto un post su Facebook per ricordare Rosenfeld:

“Semyon Rosenfeld, sopravvissuto all’Olocausto e a Sobibor, è morto. Era nato nel 1922 in un piccolo villaggio in Ucraina. Si è arruolato nell’Armata rossa, è stato fatto prigioniero dai nazisti, ma è riuscito a scappare dal campo di sterminio e ha continuato a combattere i nazisti. Possa la sua memoria essere benedetta”.

Attorno al campo di sterminio di Sobibor c’è un particolare. Dopo la fuga dei deportati, le SS si affrettarono a smantellare il campo per cancellare le tracce. Solo anni dopo la guerra gli scavi effettuati nella zona fecero riemergere le camere gas e molti oggetti delle vittime dello sterminio.

Non solo la Germania nazista ha ucciso milioni di persone. Non solo la Germania nazista ne avrebbero voluti uccidere molti di più, ma voleva cancellare ogni traccia di un’aberrazione dell’umanità.

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