Saluto romano a Marzabotto, per il giudice non c’è reato

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Saluto romano a Marzabotto, per il giudice non c’è reato

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Un saluto romano andrebbe sempre punito. Un saluto romano a Marzabotto ancora di più, per il significato particolare che accompagna la città, entrata nella nostra memoria collettiva per la strage nazifascista avvenuta tra il settembre e l’ottobre 1944, che causò la morte di quasi 800 persone.

E invece no, perché secondo la Procura di Bologna, che ha chiesto l’archiviazione poi disposta dal Gip, il gesto commesso dal calciatore Eugenio Maria Luppi non rappresenta “nessun pericolo all’ordinamento democratico”.

Luppi era indagato per apologia di fascismo. La giustizia sportiva aveva seguito un altro corso rispetto a quella ordinaria, squalificandolo per 8 mesi.

I fatti risalgono al 12 novembre scorso, quando l’allora giocatore del Futa65 esultò con il saluto romano, mostrando una maglietta della Repubblica Sociale sotto gli occhi sbalorditi dei tifosi presenti sulle spalti del campo di Marzabotto.

Luppi ha sempre sostenuto che il gesto era rivolto al padre e la maglia era “normalissima”. La sua squadra di appartenenza, però, prese le distanze e nei giorni seguenti si recò al Sacrario che ricorda le vittime nazifasciste: una visita che vide assente proprio Luppi, che nelle settimane successive entrò nelle fila di un nuovo club calcistico di Promozione, il Borgo Panigale.

Il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, ha fatto una disamina molto precisa della deriva che potrebbe scatenare la decisione del giudice:

“Forse non c’è stato un pericolo fisico, ma c’è un pericolo culturale: che si diffonda questa cultura che ha portato l’Italia e non solo al disastro. Spero che questo non avvenga”.

Il saluto romano non costituisce reato. Così come il coro “giallorosso ebreo” non venne giudicato come razzismo da parte del giudice di Roma Ezio Damizia, che lo circoscrisse ai normali sfottò tra le tifoserie della capitale.

Il saluto romano non è reato. “Giallorosso ebreo” è un coro goliardico. Se questa non è deriva…

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