Raggi, leggi razziali: via dai nomi delle strade gli scienziati firmatari del Manifesto della razza

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Raggi, leggi razziali: via dai nomi delle strade gli scienziati firmatari del Manifesto della razza

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Virginia Raggi leggi razziali. Il sindaco di Roma ha annunciato la decisione del Comune di cambiare la denominazione alle strade che ancora sono dedicate ai firmatari del “Manifesto della razza”.

Intervistata per il documentario “1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani”, Virginia Raggi ha dichiarato:

“Abbiamo già avviato le procedure e le verifiche per far sì di rinominare tutte quelle strade e piazze della Capitale che sono state intitolate a coloro che sottoscrissero il Manifesto della razza. Dobbiamo cancellare queste cicatrici indelebili che rappresentano una vergogna per il nostro Paese. Questo può essere anche un esempio per tanti altri comuni che, come Roma, si trovano ad avere strade intitolate e questi personaggi”.

La notizia è stata commentata così dalla presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello:

“È un segnale importante dell’amministrazione cittadina che vuole indicare un impegno concreto nella riflessione sulle cause e le responsabilità delle leggi razziali in Italia. A volte alcuni simboli è bene che rimangano dove sono per ricordarci ciò che la storia ha prodotto. Ma è giusto per le nuove generazioni che le vie in cui camminano siano dedicate non a chi aderì, senza mai dissociarsene, a un’ideologia razzista, ma invece ai professori universitari che persero il proprio posto per essersi opposti a quell’infamia”.

Una riflessione profonda quella di Ruth Dureghello che ha salutato con favore l’iniziativa del Comune di Roma, ma anche ricordato che, in certi casi, alcuni simboli aiutano a fissare nelle mente le conseguenze nefaste della storia.

A ottant’anni di distanza dall’agosto 1938, quindi, la sindaca Virginia Raggi ha deciso di voler togliere dalle strade di Roma i nomi degli scienziati che fornirono il “presupposto teorico” alle leggi razziali volute dal fascismo e firmate da Vittorio Emanuele III che venne promulgate nel settembre dello stesso anno.

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