“Auschwitzland”, l’agghiacciante maglietta indossata a Predappio

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“Auschwitzland”, l’agghiacciante maglietta indossata a Predappio

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Si scrive Auschwitz, ma si legge Inferno. Uno dei lager nazisti più noti, diventato negli anni sinonimo della macchina di morte nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Anni che hanno visto molti ridimensionare e addirittura negare la portata della pagina più nera per l’intero popolo ebraico.

Mai, però, Auschwitz era stato subdolamente paragonato a un parco giochi, nello specifico quello di Disneyland. L’infamia è andata in scena ieri a Predappio, dove i nostalgici del fascismo ricordavano la marcia su Roma nella città natale di Benito Mussolini.

A metterla in pratica è stata Selene Ticchi, lo scorso anno candidata a sindaco di Budrio con la sua lista di estrema destra Aurora Italiana: maglietta nera, è la scritta “Auschwitzland” con lo stesso font utilizzato dal marchio Disney e al collo una collanina con attaccata una celtica.

La maglia incriminata ha suscitato numerose polemiche, che la donna ha provato a placare a mezzo stampa, rilasciando una dichiarazione al Fatto Quotidiano:

“Ma dai, è humor nero. In giro, su Facebook soprattutto, ci sono i compagni che fanno le caricature del Duce a testa in giù. Bene, questa maglietta è la stessa cosa. E non è la prima volta che me la metto. Anzi, ci vado anche in giro per lavoro, mica solo quando faccio i cortei. È una provocazione. Visto che volevano anche impedirci la commemorazione ho deciso di mettermela”.

In seguito Selene Ticchi ha rilasciato un’intervista al sito Fanpage, in cui, tra l’altro, a precisa domanda se ce l’ha con gli ebrei, risponde:

“No, però loro sono più razzisti di noi. E quando parlano non dicono sono ‘italiano’ o ‘francese’. Dicono: sono ebreo.”

Non contenta, impartisce una lezione di storia, sostenendo che le leggi razziali le ha firmate il re:

“Certo, Mussolini ha le sue responsabilità. Da una dittatura, come da una monarchia, bisogna prendere le cose belle, non gli sbagli. E Mussolini di cose belle ne ha fatte tante, tipo le bonifiche”.

Quindi fra la vita umana e le bonifiche, la Ticchi pende per quest’ultime. Questa è l’ennesimo episodio che mostra i rigurgiti nazifascisti in Italia.

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