Olanda ammette finanziamenti al terrorismo palestinese

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Aveva 17 anni Rina Shnerb, quando l’infamia del terrorismo palestinese decise che il 23 agosto 2019 doveva essere il suo ultimo giorno di vita. E lo decise, servendosi di una bomba fatta esplodere lungo la strada percorsa dall’adolescente israeliana, nel corso di una in gita con familiari e amici a Dolev, in cui rimasero feriti anche il padre e il fratello.

Nell’ottobre successivo, le indagini avevano ritenuto il responsabile dell’attentato Samer Arbid, 44 anni, e suo fiancheggiatore Abdul Razeq Farraj; rispettivamente membro di spicco del Fplp di Ramallah e contabile della ong Union of agricultural work committees (Uawc), e direttore delle finanze della stessa ong.

Quelle stesse indagini avevano portato alla luce anche i finanziamenti ricevuti dall’organizzazione non governativa collegata al Fronte popolare per la Liberazione della Palestina, un gruppo definito “terrorista” dall’Unione Europea, essa stessa elargitrice dei fondi.

Oggi, invece, è arrivata la notizia che ingenti finanziamenti sono stati erogati anche dall’Olanda. A rivelarlo sono stati due esponenti del governo, il ministro degli esteri olandese Stef Blok e la ministra per il commercio estero e la cooperazione allo sviluppo Sigrid Kaag, che hanno ammesso di aver pagato gli stipendi dei due assassini.

Per la precisione i due attentatori hanno ricevuto soldi grazie ai fondi olandesi a copertura delle spese generali della UAWC e una lettera d’accredito identificandosi come “dipendenti di un’organizzazione partner della rappresentanza olandese a Ramallah”.

Sulla vicenda è intervenuto il Centro olandese per Informazione e Documentazione su Israele (CIDI), che in una nota ha scritto:

“La notizia che due terroristi del Fplp sono stati pagati con il denaro dei contribuenti olandesi, e che hanno persino ottenuto un pass dall’ufficio di rappresentanza olandese a Ramallah, è scioccante ma non è certo una sorpresa Che i ministri ora lo ammettano costituisce uno sviluppo positivo, ma dovranno essere prese misure concrete per impedire che in futuro altro terrorismo palestinese venga finanziato con fondi dei contribuenti olandesi”.

Questo episodio conferma quello che scriviamo da anni: il terrorismo palestinese è finanziamento anche da membri dell’Unione Europea.

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