Presidente Parlamento europeo alla Knesset: “Essere antisemiti significa essere antieuropei”

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Presidente Parlamento europeo alla Knesset: “Essere antisemiti significa essere antieuropei”

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Lotta all’antisemitismo e diritto di Israele a vivere. Sono stati questi i temi centrali del discorso della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola davanti ai parlamentati alla Knesset.

In visita a  Gerusalemme, Roberta Metsola ha parlato al Parlamento dello Stato di Israele dell’odio antiebraico, che sta rifiorendo in Europa:

“Mi addolora dire che oggi assistiamo all’aumento dell’antisemitismo. Sappiamo che è un segnale di avvertimento per l’umanità.  È importante per tutti noi. Non sarò ambigua: essere antisemiti significa essere antieuropei. Ogni giorno assistiamo ad attacchi agli ebrei e alle sinagoghe. Il Parlamento europeo è impegnato a combattere l’antisemitismo”.

La presidente maltese del Parlamento europeo ha parlato anche della questione israelo-palestinese:

“Sosteniamo una soluzione a due stati – con   Israele in piena sicurezza e uno stato palestinese indipendente, democratico, contiguo e vitale, che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza”.

Quasi come se Metsola si aspettasse le proteste di alcuni parlamentari arabi ha aggiunto:

“So che ci sono state molte false partenze in questo processo. So che non tutti vedono la pace come un obiettivo. E so quanto deve essere difficile dire a una madre il cui figlio è stato ucciso che la pace è la risposta. E ci sono troppe madri del genere”.

Affermazioni importanti e significative quella della presidente Roberta Metsola, soprattutto in considerazione del fatto che le istituzioni politiche europee non sono mai state tante tenere con Israele.

E pensare che la visita poteva avere tutt’altro risultato se non si fosse smorzata la polemica per la decisione di Israele aveva deciso di impedire l’ingresso al deputato spagnolo, Manu Pineda, presidente del gruppo di sostegno ai palestinesi del Parlamento Europeo e noto per la sua vicinanza al FPLP, che voleva recarsi con una delegazione nella West Bank e a Gaza per “indagare sul campo la situazione creata dalla morte della giornalista Shireen Abu Akleh”.

Un episodio che aumentata la portata dell’importanza delle parole di Roberta Metsola in tema di antisemitismo e sicurezza di Israele.

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