L’UE dovrebbe ritirare i finanziamenti anti-pace del BDS

Aron Kalman
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L’UE dovrebbe ritirare i finanziamenti anti-pace del BDS

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Aron Kalman
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La politica dell’Unione Europea <<è totalmente contraria>> a quella del BDS (Boycott, Divestment and Sanctions movement – n.d.r.), ha detto Ambasciatore Lars Faaborg-Andersen lunedì, aggiungendo che l’UE <<è contraria>> al movimento di boicottaggio e sostenendo che si ridurrebbe drasticamente – o scomparirebbe del tutto – quando il conflitto israelo-palestinese si sarà risolto. Accantonando la dubbia natura di questa ipotesi, tuttavia, e indipendentemente da ciò che potrebbe porre fine al BDS in futuro, se l’UE si oppone al BDS deve contestualmente interrompere i finanziamenti ai gruppi che lo promuovono.

I funzionari in Europe e negli Stati Uniti si oppongono pubblicamente alle campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) che hanno come target Israele. Comprendono che il movimento non è a favore della pace, ma anti israeliano. Questo non è un segreto, come non lo ì il fatto che il sito BDS orgogliosamente sostiene di promuovere il cosiddetto “diritto al ritorno”. Questo “diritto” inventato non ha alcun fondamento nel diritto internazionale, è un ostacolo primario alla pace, e a tutti gli effetti significa l’eliminazione di Israele come stato-nazione del popolo ebraico. Tuttavia l’UE sostiene apertamente le organizzazioni non governative (le ONG) che promuovono questa agenda.

Un esempio importante è il sostengo finanziario dato dall’UE a Grassroots Jerusalem. Questa ONG altamente politica include la bandiera dell’UE sulla sua pagina di finanziatori, ringraziandola per la donazione di oltre il 60% dei suoi finanziamenti. Allo stesso tempo, lo stesso sito riporta una sezione BDS, che riporta: <<Grassroots Jerusalem sostiene fortemente la chiamata globale di BDS come strumento strategico per ritenere “Israele” responsabile dell’oppressione del popolo palestinese>>.

L’assurdità dei finanziamenti a favore di un gruppo BDS da parte dell’UE non finisce qui. Come dichiarato nella citazione sopramenzionata, questa ONG radicale costantemente utilizza le virgolette quando si riferisce ad Israele o al governo israeliano. La sua missione dichiarata è di <<Contribuire alla lotta palestinese per la giustizia>>, ma l’interpretazione che il gruppo fa di questo obiettivo è la completa eliminazione di Israele: infatti promuove il cosiddetto “diritto al ritorno” e si riferisce alla fondazione dello Stato di Israele come a una “Nakba” (Arabo per “catastrofe”).

Questo atteggiamento non è esclusivamente dell’UE, ed una maggiore preoccupazione per quelli interessati alla pace è la velocità con cui i paesi Europei finanzino le ONG responsabili per le campagna anti-pace. Mentre l’UE è il più grande donatore di Grassroots Jerusalem, nel 2014, l’ONG ha anche ricevuto denaro da Francia e Danimarca, oltre che da fondazioni private come la Statunitense Rockefeller Brother Foundation.

Ci sono molti altri esempi. Germania, Inghilterra e Danimarca, per esempio, obiettano al BDS e sostengono una soluzione di due stati per porre fine al conflitto. Tutti e tre, tuttavia, finanziano la Coalition of Women for Peace (CWP), gruppo attivista leader del movimento BDS. CWP ha rilasciato una dichiarazione apertamente sostenendo <<la richiesta di boicottaggio culturale ed economico, il disinvestimento e le sanzioni internazionali per aumentare la pressione su Israele da parte della comunità internazionale>>. Questa organizzazione ha continuato a ricevere aiuti sostanziosi (€247.668,00 solamente nel 2013, attraverso il programma europeo EIDHR,) anche dopo che ha invitato l’Unione europea ad annullare i suoi accordi commerciali con Israele.

A differenza dell’Ambasciatore Andersen, alcuni funzionari europei sono coscienti delle contraddizioni tra le dichiarazioni dell’UE ed i progetti che continua a finanziare.

Nel febbraio 2015, ad esempio, il membro del parlamento europeo Tomas Zdechovsky (EPP Repubblica Ceca) ha presentato una domanda al Parlamento europeo, dicendo che l’UE dà sostegno finanziario <<alle ONG che promuovono un’agenda ideologica che è incompatibile con la politica estera dell’Unione europea o con gli obiettivi dichiarati dagli strumenti dell’UE>>.

Un’altra domanda è stata posta a marzo del 2015 da tre parlamentari europei per conto dell’ECR (European Conservatives and Reformists Group – n.d.r.). Hanno chiesto se <<la EEAS (European External Action Service – n.d.r.) e/o la Commissione [sono] preoccupati del fatto che le ONG finanziate dall’UE stanno agendo per frustrare la politica dell’UE>>.
In aggiunta, in un terzo esempio dell’ottobre 2015, la parlamentare europea Patrijica Sulin (EPP Slovenia) ha detto al Parlamento europeo <<ci sono ONG che ricevono finanziamenti dal budget europeo, tuttavia ci sono alcuni sospetti che stanno facendo le cose dietro le quinte che sono molto dannose al Processo di Pace in Medio Oriente, come ad esempio sostenere l’antisemitismo e chiedere la distruzione dello stato di Israele>>.

Pare che l’UE abbia almeno una misura a sua disposizione per combattere BDS prima che le leadership israeliane e palestinesi firmino un accordo di pace. Dovrebbero smettere di finanziare le ONG che promuovono le agende BDS, e reindirizzare quei milioni di euro verso progetti produttivi.

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