La Rivista Israelitica: il periodico che fotografa la vita ebraica dell’800

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Elena LattesBlogger, collabora con diverse testate tra le quali Agenzia Radicale e Ebraismo e Dintorni
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Cultura

La Rivista Israelitica: il periodico che fotografa la vita ebraica dell’800

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Elena LattesBlogger, collabora con diverse testate tra le quali Agenzia Radicale e Ebraismo e Dintorni

In numerose occasioni diverse persone se ne sono occupate, con conferenze e pubblicazioni, ma è la prima volta che l’intera raccolta viene messa a disposizione del grande pubblico grazie alla collaborazione fra la Biblioteca Palatina di Parma e il Museo ebraico di Bologna. Si tratta degli undici numeri della “Rivista Israelitica”, primo importante periodico nel panorama ebraico italiano, che videro la luce fra l’ottobre del 1845 e lo stesso mese del 1847.
Corredato da note introduttive dei direttori delle due istituzioni, Sabina Magrini e Vincenzo Maugeri, e da una postfazione del professor Bruno Di Porto, il volume di ottocento pagine, a cura di Ercole Camurani, riporta fedelmente tutti i numeri del primo importante periodico nel panorama ebraico italiano che fu diretto dal modenese Cesare Rovighi, scrittore, storico e patriota del Risorgimento.

Come recitava il sottotitolo, il “giornale di morale, culto, letteratura e varietà”, affrontava diversi aspetti della vita di allora, con articoli di vario genere e la pubblicazione di racconti, poesie, dibattiti e notizie provenienti non solo dal nord est italiano, ma da diverse province dell’Impero Austroungarico, da quello Zarista e da alcune regioni della nostra penisola.

La raccolta costituisce quindi un’importante documentazione per gli studiosi, ma fornisce anche al comune lettore un’interessante panoramica dell’atmosfera e del pensiero dell’epoca. Un’atmosfera in cui già si respirava il profumo della libertà di cui avrebbero goduto prima i piemontesi e poi gli italiani tutti, grazie allo Statuto Albertino del 1848 che riconosceva agli ebrei pieni e uguali diritti. Un’emancipazione, già diffusa in altri Paesi europei che aveva permesso il fiorire di grandi dibattiti sulle tradizioni, sul rapporto con la modernità, con i concittadini non ebrei e con i propri governanti.

Un elogio particolare va quindi alla Biblioteca Palatina che ha dimostrato ancora una volta una grande attenzione per la vita e la cultura ebraica e che ha permesso la diffusione di uno dei suoi ricchi tesori.

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