Terrorismo islamico, l’Italia rinuncia all’estradizione del Mullah Krekar

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Terrorismo islamico, l’Italia rinuncia all’estradizione del Mullah Krekar

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L’Italia ha deciso di ritirare la richiesta di estradizione dalla Norvegia del Mullah Krekar, religioso islamico al centro di un’indagine italiana antiterrorismo e sospettato di essere a capo di una rete jihadista curda.

Rete meglio conosciuta col nome di Rawti Shax, ritenuta collegata con l’Isis e responsabile di aver progettato attentati in Europa e provato a instaurare un califfato nel Kurdistan iracheno, previo rovesciamento del governo.

La premier Erna Solberg ha dichiarato che la decisione del nostro governo “è qualcosa che dobbiamo accettare” e “non sta ai politici giudicare”.

Alla Procura norvegese è arrivata una lettera, spedita il 25 novembre, dal Ministero italiano della Giustizia nella quale è stata comunicata il ritiro della richiesta di estradizione, svuotata di ogni requisito, secondo la missiva, da una sentenza emessa da un “tribunale italiano” nel marzo scorso. La Procura norvegese ha lamentato che l’Italia non ha spiegato né il dispositivo di quella sentenza né il motivo per cui si sia impiegato molto tempo per ritirare la richiesta di estradizione.

Come si legge su Repubblica, la sentenza in questione dovrebbe rimandare alla decisione presa dal gip di Trento, Francesco Forlenza, di revocare la richiesta di custodia cautelare per cinque dei 17 presunti jihadisti della rete Rawti Shax, entrati un anno fa sotto la lente d’ingrandimento dell’antiterrorismo che aveva portato arresti in Italia, Gran Bretagna, Finlandia e Norvegia e perquisizioni anche in Svizzera e Germania.

Originariamente, la richiesta di custodia cautelare era stata emessa dal Gip di Roma Valerio Savio, che poi aveva investito per competenza territoriale il suo omologo ufficio trentino.

Su sollecitazione della Procura trentina, il Gip Forlenza si era espresso per la scarcerazione dei cinque presunti terroristi, motivando la decisione con una dilatazione dei tempi processuali che non poteva andare contro i diritti costituzionali degli indagati, soprattutto con una “privazione della libertà personale” e “tenendo conto anche del tempo trascorso dalla commissione del reato”.

Fonti del Ministero della Giustizia hanno precisato che non ci sia stata alcuna rinuncia alla richiesta di estradizione del Mullah Krekar, perché non c’era nessuna disposizione da eseguire dopo il gip di Trento aveva revocato l’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti.

Come spesso accadde in questioni di terrorismo internazionale, il quadro della situazione è piuttosto nebuloso…

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