Hamas, ora i finanziamenti arrivano in Bitcoin

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Hamas riceve finanziamenti in Bitcoin. Secondo alcuni media palestinesi è stato un portavoce del gruppo terroristico, che governa la Striscia di Gaza, a chiamare a raccolta simpatizzanti e seguaci in un tweet per avere fondi “via Bitcoin con meccanismi che saranno presto resi noti”.

Globes, un sito di notizie finanziarie israeliano, ha riportato che una società di intelligence dello Stato ebraico operante nel settore blockchain sostiene di aver identificato donazioni in BTC ricevute da Hamas, che lo scorso 31 gennaio ha pubblicato sul proprio canale Telegram un indirizzo del wallet Bitcoin.

La società di intelligence Whitestream ha fatto sapere che l’indirizzo si troverebbe sull’exchange di criptovalute statunitense Coinbase.

Nei primi giorni di febbraio, sono state rilevate diverse donazioni provenienti da un portafoglio Bitcoin collegato a CoinPayments e da uno collegato a Binance.

Come scritto sul sito web Cointelegraph:

“Le donazioni inviate al secondo wallet delle Brigate arrivano da indirizzi ospitati sugli exchange statunitensi Bittrex e Coinbase, da Binance e Vilkov, e dal servizio di mixing coinMixer.io, che “mescola” l’orgine dei fondi combinando più transazioni provenienti da wallet diversi, rendendo più difficile l’identificazione della loro fonte originale”.

Itsik Levy, cofondatore di Whitestream, ha affermato a Globes che:

“La blockchain stessa svolge gran parte del lavoro nell’identificazione delle attività illegali. Tutte le attività sulla rete sono registrate e documentate, quindi possono essere lette e analizzate in una fase successiva”.

La ricezione di fondi in Bitcoin dimostra che Hamas è un’organizzazione terroristica scaltra che sa utilizzare benissimo la tecnologia e tutti i suoi vantaggi.

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