Hamas uccide 40 bambini israeliani nel kibbutz di Kfar Aza, alcuni decapitati

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David Spagnoletto
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Hamas uccide 40 bambini israeliani nel kibbutz di Kfar Aza, alcuni decapitati

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Hamas ha deciso di identificarsi con il Male Assoluto, che ha preso forma e sostanza nel kibbutz di Kfar Aza, a pochi chilometri dalla Striscia di Gaza: 40 bambini uccisi a sangue freddo, alcuni dei quali, anche neonati, sono stati decapitati.

Negare che la guerra sia il motore del mondo sarebbe un inutile esercizio di retorica e falso perbenismo. 

Ma se l’uccisione fra eserciti nemici rientra nel campo dell’abitudine e della tollerabilità, lo stesso non può dirsi di quella indiscriminata di civili.

Non possiamo e non dobbiamo farlo, perché perderemmo quel briciolo di umanità che ci è rimasta. Superare questo limite significherebbe non avere alcuna possibilità di ritorno o ritrattazione.

Come ha sottolineato la premier Giorgia Meloni, andare casa per casa e deportare intere famiglie è un atto di puro odio. La rivendicazione territoriale è una giustificazione che ha solo note stonate, nonostante nei talkshow e approfondimenti sulle tv italiane si voglia far credere il contrario.

I particolari del massacro del kibbutz di Kfar Aza erano circolati nelle chat di WhatsApp ieri mattina. Personalmente ero stato informato da un caro amico che vive a Tel Aviv. Mi diceva che aveva appena visto un video realizzato da un miliziano di Hamas mentre uccide un cane che era a spasso con una bambina. Alle parole “ti lascio immaginare cosa abbia fatto poi alla bambina”, ho chiesto di non proseguire il racconto.

In questi giorni concitati e pieni di angoscia, avevamo deciso di soffermarci sui motivi per cui in Italia non si parlasse di questa atrocità nell’atrocità.

Il tempo di andare a prendere mia figlia di tre anni all’asilo e tutto era cambiato. Le edizioni online dei nostri quotidiani raccontavano la barbara uccisione di 40 bambini da parte di Hamas nell’attacco nel kibbutz di Kfar Aza, alcuni dei quali decapitati, anche neonati.

È sconvolgente dover scrivere che la vita di bambini e neonati non debba rientrare nei discorsi di rivendicazione politica, territoriale e religiosa.

È sconvolgente dover scrivere e parlare della vita di un bambino, come fosse un capo di Stato, un leader politico o un generale.

È sconvolgente che dopo le decapitazioni dei bambini e neonati, nonché l’uccisione di cani, ci siano ancora tante persone che appoggino l’azione di Hamas.

La spiegazione possibile è solo una: volete la distruzione di Israele e di tutto il popolo ebraico.

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