Giorgio Perlasca, l’eroe silenzioso che salvò migliaia di ebrei

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Giorgio Perlasca, l’eroe silenzioso che salvò migliaia di ebrei

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Giorgio Perlasca è un personaggio molto noto, a cui sono stati dedicati film e libri. Prima degli Anni 80, però, quasi tutti ignoravano chi fosse e cosa avesse fatto. Fu solo grazie al racconto di alcune persone che si è venuti a conoscenza del suo coraggio e delle sue eroiche azioni.

Coraggio e azioni che da semplice commerciante lo portarono a essere annoverato tra i Giusti fra le Nazioni, per aver salvato oltre 5000 ebrei ungheresi dalla barbara mano nazista.

Giorgio Perlasca rinnegò il fascismo quando il regime introdusse le leggi razziali in Italia, non aderendo neanche alla Repubblica di Salò dopo la destituzione di Benito Mussolini.

Da commerciante, Perlasca si spostava per lavoro in Jugoslavia e poi in Ungheria, dove si rifugiò presso l’ambasciata spagnola a Budapest, che gli rilasciò cittadinanza e passaporto, facendolo diventare per tutti Jeorge Perlasca.

Non un semplice cambio nome, ma un lasciapassare che fu da apripista a quello che decenni dopo gli valse una tardiva notorietà.

Lo spagnoleggiante Perlasca collaborò con l’ambasciatore Ángel Sanz Briz per salvare gli ebrei da quel regime nazista, che per loro avrebbero significato morte e sofferenze. Poi prese la decisione di continuare da solo nella disperata salvezza di un popolo oppresso, quando Briz lasciò Budapest per paura di ripercussioni da parte del governo ungherese filonazista.

Giorgio Perlasca riuscì a far scampare migliaia di ebrei dai lager, rilasciando loro finti salvacondotti che conferivano la cittadinanza spagnola. L’avanzata dell’Armata Rossa e il susseguente stazionamento in Ungheria portò Perlasca a far ritorno in Italia, dove visse una vita normale lontano dal clamore che gli sarebbe spettato.

Non raccontò nulla neanche in famiglia, che rimase a bocca aperta quando le testimonianze delle persone salvate gli diedero fama e riconoscenza. Per capire quel silenzio lungo 40 anni, occorre ricordare la risposta di Giorgio Perlasca a chi gli domandava perché avesse rischiato tanto:

“Ma lei, avendo la possibilità di fare qualcosa, cosa avrebbe fatto vedendo uomini, donne e bambini massacrati senza un motivo se non l’odio e la violenza?”.

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