Ghetto di Terezin, il calcio per ingannare la Croce Rossa

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Non solo uccidere, ma anche ingannare. Non solo far vivere l’anticamera della morte, ma anche far credere che tutto fosse normale. Lo svolgimento naturale di un campionato di calcio in una città qualsiasi in un’epoca qualsiasi.

In questa storia di normale e naturale non c’è nulla. C’è la cattiveria umana arrivata all’ennesima potenza.

Tutto si svolse a 60 km da Praga, a Terezin, che i nazisti fecero diventare l’ultima tappa prima dei campi di sterminio per diversi ebrei della zona. Alcuni studiosi lo chiamano ghetto, altri lo considerano un campo di concentramento vero e proprio.

Definizione a parte, questa città della Cecoslovacchia venne trasformata in una struttura di internamento e deportazione dal 24 novembre 1941 al 9 maggio 1945, dove fu giocato un campionato di calcio ebraico.

Addirittura con una fervente “compravendita” di giocatori, che però venivano rimpiazzati perché erano morti o perché spediti nei lager di Auschwitz e Treblinka e non perché trasferiti in altre squadre.

Nel ghetto di Terezin la malvagità nazista rinchiuse “il fior fiore degli intellettuali ebrei mitteleuropei, pittori, scrittori, musicisti” ed ebbe “una forte presenza di bambini” (dal libro Il Requiem di Terezin di Josef Bor). Terezin dove transitò Jirka Taussig, il portiere della nazionale cecoslovacca.

Ci fu un giorno in cui gli spietati piani della Germania nazista raggiunsero livelli ancora più disumani: il 23 giugno 1944.

Quel giorno dopo le insistenze del governo della Danimarca (che voleva conoscere la sorte di 500 ebrei danesi arrivati nel ghetto di Terezin), i nazisti fecero entrare tre membri della Croce Rossa che vennero intrattenuti da una partita di calcio organizzata proprio per far credere loro che nel ghetto di Terezin la vita scorresse normale e senza alcun problema.

Il trucco funzionò, la delegazione dell’associazione umanitaria non capì cosa avvenisse veramente all’interno del ghetto, dove gli internati si occupavano della gestione sempre sotto la sorveglianza dei loro malvagi aguzzini.

La Germania nazista non solo uccise milioni di persone, ma le umiliò e le ingannò senza alcuna pietà. E così fecero i suoi complici, che troppo spesso non vengono ricordati…

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