“The Shoah party”, la vergognosa chat degli adolescenti italiani

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“The Shoah party”, la vergognosa chat degli adolescenti italiani

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Scritte inneggianti a Hitler e Mussolini, frasi choc contro ebrei e migranti, nonché video hard e file pedopornografici.

È il vergognoso contenuto di una chat di adolescenti italiani, che l’avevano chiamata “Shoah party”, due nomi che inutile dirlo non dovrebbero essere nella stessa frase.

Chat creata da due ragazzi in provincia di Torino, che si è allargata a macchia d’olio in tutta Italia. Secondo gli investigatori i dati scambiati dai giovani erano di “una violenza inaudita” e rappresentavano “scene di brutalità inenarrabile”.

A smascherare la vergognosa chat è stata una madre, la cui denuncia ai carabinieri di Siena ha fatto scattare l’indagine e le successive perquisizioni coordinate dai carabinieri della città toscana, che hanno condotto l’inchiesta in diverse regioni (Toscana, Piemonte, Val d’Aosta, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Calabria) e nelle abitazioni degli indagati.

La Procura per i minori di Firenze ha indagato gli adolescenti per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, istigazione all’apologia di reato avente per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali.

La chat “ospitava” anche 6 ragazzi di età inferiore ai 14 anni, ritenuti dalla legge non imputabili. I carabinieri di Siena hanno raccontato che senza la denuncia di una madre, forse non si sarebbe mai scoperto nulla:

“Se non fosse stato per quella denuncia della madre a gennaio l’indagine non sarebbe partita né a Siena né altrove. Perché un gruppo WhatsApp non conosce confini e quell’espressione degradante di malcostume ha interessato molte  regioni d’Italia. Moltissimi ragazzini hanno potuto osservare le immagini di pedopornografia, di enorme violenza, di apologia del nazismo e dell’islamismo radicale che vi erano contenute”.

Non è la prima volta che in Italia vengono scoperte chat scioccanti. Nel maggio scorso, infatti, sempre il coraggio di una madre portò alla scoperta di una chat di adolescenti fra i 12 e i 14 anni che si scambiavano immagini e messaggi inneggianti a Hitler, contro gli ebrei e contro Anna Frank.

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