Chanukka’, un concetto sempre attuale

Rav Scialom Bahbout
Rav Scialom BahboutRabbino capo di Venezia
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Ebraismo

Chanukka’, un concetto sempre attuale

Ebraismo
Rav Scialom Bahbout
Rav Scialom BahboutRabbino capo di Venezia

Candele Channuka

Chanukkà deriva da una radice ebraica che ha vari significati e può essere tradotta con inaugurazione, in ricordo dell’inaugurazione del Tempio fatta dai Maccabei, oppure con consacrazione e destinazione di un oggetto alla sua funzione: quindi nel caso specifico, significa riconsacrazione del Tempio profanato dagli Ellenisti, per restituirlo alla sua primitiva funzione .

La radice Chanach, da cui deriva Chanukkà e Chinnukh (educazione), significa anche “educare”. Se l’educazione è un processo che per sua natura è dinamico, un investimento di cui non possiamo conoscere il risultato finale, Chanukkà è invece il prodotto finito. La rivolta ebraica scoppiò quando il nemico greco tentò di colpire proprio le radici culturali e religiose del popolo e più precisamente quando i Seleucidi, dominatori della Giudea, imposero agli ebrei di abbandonare progressivamente le proprie tradizioni. Di fronte al pericolo della perdita della propria identità, gli ebrei si opposero e organizzarono una resistenza che fondava le proprie basi sull’adesione all’educazione ebraica

Contro un nemico militarmente più agguerrito, gli ebrei opposero la propria determinazione nel difendere la propria cultura e il diritto alla diversità contro il livellamento culturale imposto dalla cultura ellenista imperante. Non sappiamo con certezza quale sia il significato della storia dell’ampolla d’olio rimasta pura tra le macerie del Tempio: forse essa rappresenta il manipolo di persone sempre pronto a lottare per difendere la propria identità e dignità ebraica, a Gerusalemme come ad Auschwitz. L’olio, che sembra bastare per una sola generazione, si rivela sufficiente per alimentare lo spirito ebraico non solo per sette generazioni (un numero che rappresenta la sopravvivenza dell’uomo nei limiti della natura e della storia), ma per sette+uno, cioè per infinite generazioni, per un tempo che trascende la storia e la natura. Il miracolo di Chanukkà +è davvero strano: gli ebrei credono che ogni anno, nel momento in cui un ebreo accende il proprio lume, il miracolo si compia ancora: è il miracolo della sopravvivenza d una piccola minoranza in un mondo che non ha ancora assimilato l’idea che si può essere diversi, ma godere di eguali diritti.

Ma in questa lotta per i propri diritti, pur muovendosi tra le macerie, a Gerusalemme come nei campi di sterminio, ieri come oggi, importante è riuscire a non perdere mai di vista i valori che devono caratterizzare la vita dell’uomo. Per l’ebreo questi valori si devono affermare salvaguardando la propria dignità umana ed ebraica, anche nelle condizioni più disperate. Mantenere la Kedushà (santità) dell’immagine divina che è in ogni uomo è stata una delle imprese più difficili per gli ebrei che sono passati attraverso l’esperienza terribile delle Crociate, dei campi di sterminio nazisti e dei massacri nelle sinagoghe, come è avvenuto anche recentemente in Israele.

La nostra generazione, che ha avuto il privilegio di vedere ricostruito il “corpo” di Israele, ha anche responsabilità di muoversi con urgenza e determinazione per ricostruire lo “spirito” e la cultura di Israele, per proporla al mondo, così come mostra la Chanukkià (il candelabro a nove braccia che viene progressivamente acceso durante gli otto giorni della festa, ndr) all’esterno delle proprie case. La lotta contro la disinformazione che colpisce Israele e il mondo ebraico è uno dei modi migliori per onorare l’eredità dei Maccabei, pronti a combattere per l’indipendenza dello spirito di Israele.

Il significato di Chanukkà come inaugurazione testimonia quindi come questa festa sia il risultato di un processo che deve avere lo scopo di riconfermare la riconsacrazione di Israele a svolgere la sua rinnovata funzione nella storia dell’umanità.

Chanukkà Sameach.

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