Brigata ebraica, Anpi contro Anpi

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Anpi contro Anpi. L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha mostrato la propria confusione (?) riguardo la mostra già allestita nella sinagoga Bet Shlomo di Milano e dedicata alla formazione ebraica che operò per la Liberazione del nostro paese.

Mostra che arriverà a Lodi il prossimo 9 novembre e non vedrà la partecipazione dell’Anpi locale, nonostante il benestare del vicesindaco Lorenzo Maggi, delegato alla Cultura, e il patrocinio dell’Anpi di Milano e del Centro studi nazionale Brigata ebraica.

L’Anpi del Lodigiano ha rifiutato l’invito, sostenendo che la mostra “appare esplicitamente promossa da istituzioni e organizzazioni dello stato d’Israele”, il quale:

“Si è dotato di armamento nucleare rifiutando qualsiasi controllo della comunità internazionale, occupa illegalmente i territori palestinesi e il Golan siriano, tiene sotto assedio la popolazione di Gaza, pratica la segregazione e la discriminazione nei confronti della popolazione arabo palestinese, utilizza anche l’assassinio nei confronti dei dirigenti palestinesi e di civili inermi”.

Una presa di posizione agli antipodi rispetto a quella di Roberto Cenati, presidente dell’Anpi di Milano, che nei mesi scorsi aveva espresso parole d’elogio per la Brigata ebraica, definita “patrimonio storico della Resistenza italiana” e quella del vicesindaco Maggi:

“Accusare Israele di praticare la segregazione non solo è palesemente falso ma grottesco, e accusarla di praticare l’omicidio nei confronti di civili inermi è una infamia che ricalca di fatto i libelli antisemiti medioevali, secondo i quali gli ebrei si macchiavano di omicidi rituali”.

Dovremmo forse pensare che ci sia una qualche pregiudiziale antiebraica in seno a una branca dell’Anpi?

Gli ebrei sia tra le fila della Brigata ebraica sia a livello personale hanno combattuto le due guerre mondiali per l’Italia. In questo senso sono state significative le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ieri ha ricordato a Trieste un giovane ebreo, Vittorio Calderoni, che a 17 anni si imbarcò dall’Argentina per combattere nella Grande Guerra sotto la bandiera dell’Italia.

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