Ankara e Berlino, giornata di terrore

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Terrorismo

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Ankara: ambasciatore russo Andrey Karlov ucciso in un attentato.

Berlino: un tir si è lanciato su un mercatino di Natale, provocando la morte di 12 persone e il ferimento di 48.

È al momento il tragico bilancio della giornata di ieri. Tutto è iniziato nel tardo pomeriggio quando dalla Turchia è arrivata la notizia dell’uccisione del diplomatico per mano di un poliziotto mentre parlava a una mostra fotografica. Poliziotto che per entrare nella Galleria d’arte aveva mostrato il tesserino. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore, giacca nera e cravatta, ha sparato gridando “vendetta” e poi “Aleppo” o “noi moriamo in Siria voi morite qua”.

Andrey Karlov è caduto a terra ed è morto quasi subito, tanto che il trasporto in ospedale è stato considerato inutile. Le forze speciali turche hanno fatto irruzione nella Galleria d’arte e hanno ucciso l’attentatore, Mevlut Mert Altintas 22 anni, diplomatosi due anni fa all’accademia di polizia Rustu Unsal di Smirne, e facente parte delle unità anti-sommossa di Ankara. In due circostanze aveva anche prestato servizio per la scorta del presidente Recep Tayyip Erdogan.

Da subito è stata indicata la pista islamista, che però non convince tutti in Turchia, come il sindaco di Ankara che sul proprio account Twitter ha dato una lettura diversa:

“Secondo quello ho sentito, gli slogan islamisti sono una copertura, l’assalitore era un membro del Feto (Organizzazione del Terrore Gülenista)”.

Neanche il tempo di approfondire i fatti, che un’altra notizia ha catturato l’attenzione mediatica. Dalla Turchia alla Germania il passaggio è stato piuttosto rapido.

Un camion scuro con targa di Danzica ha travolto un mercatino di Natale nel quartiere berlinese di Charlottenburg, provocando una strage. Secondo le prime informazioni il veicolo, che trasportava ponteggi d’acciaio, proveniva dall’Italia, anche se il percorso preciso del tir è ancora tutto da chiarire.

Le domande al momento sono più delle risposte. Il proprietario del mezzo, lo spedizioniere polacco Ariel Zurawski, ha detto che il tir era stato affidato a suo cugino per alcune consegne:

“Mi aveva detto di volersi fermare a Berlino per la serata ma dal pomeriggio di lunedì non sono più riuscito a mettermi in contatto con lui”.

Ma cosa è successo durante il viaggio?

Secondo una prima ipotesi, camion e conducente potrebbero essere stati sequestrati nel corso del tragitto. Un “dirottamento” che avrebbe portato l’autista, minacciato dalla armi, a schiantarsi sul bancarelle natalizie.

Le forze dell’ordine tedesche ha confermato che l’uomo morto nell’attacco è cittadino polacco, di cui al momento non è stata resa nota l’identità.

Altro aspetto su cui si dovrà far luce è sulle tracce satellitari del movimento del tir, la cui azienda proprietaria, secondo il sito polacco Money.pl, ha reso noto che per circa quattro ore chi lo conduceva l’ha acceso e spento più volte.

Fonti dell’intelligence all’agenzia tedesca Dpa, hanno rivelato che poco dopo il tragico episodio è stato arrestato un pakistano di 23 anni.

 

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