Consigliere finlandese di Amnesty International attacca Israele: “Peggio di Hezbollah”

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Consigliere finlandese di Amnesty International attacca Israele: “Peggio di Hezbollah”

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Un consigliere finlandese di Amnesty International ha attaccato Israele, etichettandola “peggio di Hezbollah”.

Un’accusa fatta non a caso, perché arrivata poco dopo la decisione della Germania di mettere al bando il gruppo terroristico libanese.

L’esponente di Amnesty International è Syksy Rasanen, che si è scagliato contro lo Stato ebraico su Twitter, sostenendo che “il divieto tedesco di Hezbollah è un perfetto esempio di come le liste terroristiche siano strumenti di potere politico”, aggiungendo che il gruppo terroristico libanese, braccio armato dell’Iran, ha sì sempre sostenuto di voler distruggere Israele, ma Israele stesso non è stato da meno nei confronti della Palestina.

Il consigliere finlandese di Amnesty International ha continuato con le sue deliranti affermazioni, sostenendo che alcuni partiti ebraici come Likud, Yesh Atid, Shas e i laburisti vengono considerati dalla Germania e dall’Ue partner, anziché essere identificati come terroristi.

Come scritto in un precedente articolo la messa al bando tedesca nei confronti di Hezbollah, braccio armato dell’Iran, è anche figlia del grande aiuto dato da Israele in materia di sicurezza interna al governo di Berlino.

A Syksy Rasanen ha risposto Hillel Neuer, direttore della ONG UN Watch, che sempre su Twitter ha detto: 

“Salve Amnesty, nell’invettiva qui sotto il vostro consigliere in Finlandia è apertamente schierato con Hezbollah, che ha avuto un ruolo chiave nell’uccisione di 500.000 siriani. Giusto per vostra informazione. Ho l’impressione che ci sia uno schema perverso nel vostro sostegno a terroristi, misogini, antisemiti e omofobi.”

Scavando nel passato di Syksy Rasanen, troviamo una sua pubblicazione dall’eloquente titolo: Israeli Apartheid.

Accostare Israele alla segregazione razziale, oltre a essere un’assurdità, rivela un piccolo ma decisivo dettaglio.

Premesso che in Israele non vi è alcun Apartheid, dimostrato anche dalle presenza di  1.930.000 arabi su una popolazione totale 9.190.000, Syksy Rasanen ci fa capire che o non conosce la realtà di cui sta parlando oppure che secondo cui la Terra d’Israele sia stata usurpata al mondo arabo.

Entrambi i pensieri, sono falsi e frutto di un antisemitismo dilagante.

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