Torino, M5S contro Israele

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Il rapporto siglato tra il Torino City Lab e  l’Israel Innovation Authority ha creato numero tensioni nel consiglio comunale del capoluogo piemontese. Invece che brindare a un accordo con l’istituto governativo dello Stato ebraico, che promuove ricerca e sviluppo per conto di Israele, il Movimento 5 stelle della città ha alzato un polverone, cercando (non riuscendoci) di nascondere la sua avversione per un paese che secondo il Global Competitiveness Report del World Economic Forum 2016-2017, è il secondo più innovativo al mondo.

Una protesta mal celata che in realtà copre un risentimento verso lo Stato d’Israele. A questo proposito ecco le parole della capogruppo Valentina Sganga:

“Non ci dev’essere nessun contributo da parte di Torino e la sua amministrazione a progettazione e sperimentazione di tecnologie che possano avere un risvolto bellico, né in Palestina, né nel resto del mondo. Appendino conosce bene questa posizione e ci auguriamo ne abbia tenuto conto prima della sottoscrizione”.

Le fa eco un altro esponente del M5S Aldo Curatella:

“Ben venga l’accordo. Mi auguro che, nel seguire gli indirizzi politici del consiglio espressi in commissione Smart City all’allora assessora ora ministra, nell’accordo sia compresa l’esplicita esclusione di ogni collaborazione se l’attività svolta avrà ricadute e impatti diretti o indiretti in relazione ai possibili usi bellici”.

L’assessore ora ministra per l’Innovazione è Paola Pisano, presente durante la firma dell’accordo firmato dalla sindaca di Torino, Chiara Appendino, che ha mostrato lungimiranza e buon senso siglando un’intesa proficua per tutta la città.

Ogni volta è presente Israele, diversi politici tirano in ballo la guerra, come se questa fosse legata indissolubilmente allo Stato ebraico.

A parte la totale infondatezza del pensiero, quanti altri paesi sono in guerra ma sono ugualmente partner per stringere accorti?

Vogliamo forse sostenere che Usa, Russia, Cina e Iran non siano invischiate in conflitti? Impossibile, ma la verità è un’altra: l’avversione per  Israele è strumentalizzata per celare un odio profondo e atavico per il popolo ebraico.

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