Terrorismo, arrestato catanese che inneggiava all’Isis

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Terrorismo, arrestato catanese che inneggiava all’Isis

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Il terrorismo dell’Isis torna a spaventare l’Italia. A un catanese di 32 anni è stato notificato dalla polizia “un provvedimento di custodia cautelare per apologia del delitto di terrorismo mediante strumenti telematici”.

L’uomo, Giuseppe D’Ignoti, è già in carcere dal 2017 per violenza sessuale, riduzione in schiavitù, sequestro di persona nei confronti della sua ex compagna ucraina a cui, tra l’altro, aveva imposto di portare il velo e vedere i video violenti dello Stato islamico.

Ed è proprio in prigione che il siciliano si radicalizzato grazie alla conoscenza di Aziz Sarrah, espulso nel 2017 perché in possesso di una bandiera dell’Isis.

Secondo l’inchiesta della Sezione antiterrorismo della Digos della questura di Catania, coordinata dalla Direzione centrale polizia di prevenzione e con il contributo della polizia postale di Catania, Giuseppe D’Ignoti era solito utilizzare i “social network per la sua attività di propaganda e di diffusione mediatica”. Attività risalente al biennio 2016-2017.

Gli investigatori hanno mostrato l’attività sul web dell’uomo che faceva proseliti su Whatsapp per “fare pulizia a Milano, in Calabria…”. Per avvalorare i suoi tentativi Giuseppe si era finto egiziano usando lo pseudonimo di “Ahmed”.

È stato proprio l’invio di video e foto inneggianti all’Isis a incastrare Giuseppe D’Ignoti, il cui tentativo di cancellare i messaggi si è rivelato vano. Tra i suoi dati recuperati dalla polizia postale c’era il contatto di “Fatima”, cioè Giulia Sergio, la prima donna italiana che ha aderito allo Stato Islamico, condannata in seguito per terrorismo.

Il terrorismo dell’Isis in Italia è un pericolo serio e preoccupante. Sempre più italiani sposano la Jihad e i deliranti messaggi dello Stato islamico, il cui unico obiettivo è seminare terrore nelle nostre città.

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