Allarme terrorismo islamista e antisemita in Italia, due arresti a Brescia

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Allarme terrorismo islamista e antisemita in Italia. Due giovani pakistani sono stati arrestati oggi a Brescia con l’accusa di terrorismo per aver diffuso online messaggi inneggianti al Jihad e all’odio contro gli ebrei e alle comunità Lgbt, strizzando l’occhio all’estremismo neonazista “per esaltare la figura di Hitler, delle SS e di terroristi di estrema destra italiani”.

Gli inquirenti, inoltre, hanno rivelato che gli arrestati di 22 e 20 anni “hanno esaltato il recente attacco di Hamas contro Israele”.

Il procuratore capo di Brescia Francesco Prete si è detto preoccupato per la giovane età e per l’elevata radicalizzazione dei due operai “che va a braccetto esaltazione del Jihad e messaggi suprematisti”.

Non solo, perché è stata rivelata anche la visione che i due pakistani hanno della figura femminile:

“(La donna) non è peggio di un animale ma che è bene tenerla in casa come schiava”.

Così scrivono gli investigatori:

“Si è rilevato come i due giovani si siano costantemente impegnati nel creare, condividere ed esaltare sul web contenuti apologetici riguardanti Al-Qaeda, l’Is e la Jihad Islamica Palestinese e la pratica del martirio. I contenuti postati, peraltro, oltre a caratterizzarsi per la radicalità di matrice confessionale antisciita, si sono progressivamente connotati per una peculiare forma di radicalizzazione che coniuga la matrice religiosa con un profondo sentimento antisemita e omofobo. Significativa, al riguardo, la diffusione di messaggi d’odio rivolti contro il mondo occidentale, gli ebrei e le comunità Lgbt, per i quali si è ricorso anche a iconografie, immagini caricaturali stilizzate e meme di matrice suprematista e neonazista”.

Un calderone d’odio dove è presente ogni avversione per il popolo ebraico e le libertà occidentali, che preoccupa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi:

“Il livello di attenzione deve rimanere alto. Confidiamo sul nostro sistema tradizionale di prevenzione”.

Un calderone che però va contestualizzato, perché è vero che le attività online dei due è aumentata dopo l’attacco di Hamas contro Israele, ma lo è altrettanto che gli investigatori erano sulle loro tracce già da un anno.

Ridurre, quindi, questi arresti solo al conflitto mediorientale è un errore di concetto, perché il terrorismo islamista e antisemita è presente in Italia da prima del 7 ottobre.

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