Terrore in Israele, John Kerry non approva gli osservatori internazionali al Monte del Tempio

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Terrore in Israele, John Kerry non approva gli osservatori internazionali al Monte del Tempio

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Termina la settimana ma non l’ondata di attentati terroristici in Israele. Ieri alla stazione centrale di Beer Sheva un soldato dell’esercito israeliano è stato ucciso e con lui ha perso la vita un ragazzo eritreo di 29 anni a cui la polizia ha sparato per errore credendo si trattasse del terrorista che, dopo aver rubato l’arma del soldato, aveva ferito ben 11 persone. Il terrorista è stato identificato e ucciso dalle forze di sicurezza nel bagno della stazione dove aveva tentato di barricarsi.

Nel frattempo gli occhi del mondo rimangono puntati su Gerusalemme. Il Segretario di Stato americano John Kerry ha dichiarato di non essere d’accordo con la proposta avanzata dalla Francia che prefigurerebbe la presenza di osservatori internazionale al Monte del Tempio, il luogo sacro per ebrei e musulmani diventato centro dell’escalation di tensioni dell’ultimo mese. Al contrario Kerry ha affermato che in questo momento è necessario che venga chiarita la posizione dello Stato ebraico rispetto alle accuse da parte dei palestinesi di voler cambiare lo status quo per il sito. “Non stiamo pensando a nessun cambiamento così come non ci sta pensando Israele” ha dichiarato il Segretario durante una conferenza stampa a Madrid, “Israele conosce bene l’importanza di questo status quo. Ciò che è importante è assicurarsi che tutti lo capiscano. Non vogliamo nessun cambiamento e non vogliamo che persone esterne vengano ad interferire.” Kerry inoltre ha fatto notare che anche la Giordania, lo Stato che gestisce gli accordi presi sul Monte del Tempio, è contraria alla proposta francese. Per questo nei prossimi giorni incontrerà Netanyahu, Abbas e re Abdullah per fare chiarezza sulla vicenda e convincere le parti ad abbassare i toni e porre fine alle violenze.

Toni che gli estremisti islamici non hanno nessuna intenzione di abbassare come dimostra la serie di video rilasciata sul web dallo Stato Islamico in cui vengono glorificati gli accoltellamenti di ebrei. Curiosamente i terroristi dell’ISIS avevano finora scelto di non intervenire sulla situazione in Israele. Le clip riportano nomi terrificanti come “Project Behead the Jews” e “Message to the Mujahedin in Jerusalem” e sono accompagnate dall’hashtag #beheadthejew, decapita l’ebreo. Nei video alcuni esponenti del Califfato armati di fucili automatici benedicono la Jihad contro gli ebrei e promettono la liberazione di al-Aqsa, la grande Moschea di Gerusalemme. Gli estremisti hanno poi criticato sia Hamas che Fatah per non aver preso “adeguate misure contro gli ebrei” e per aver agito “esclusivamente nel loro interesse”. In uno dei video un uomo arriva addirittura ad affermare che lo Stato Islamico “sradicherà Hamas e tutte le fazioni laiche palestinesi per imporre la Sharia su Gaza.”

 

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