Shoah, secondo uno studio inglese l’algoritmo Facebook “suggerisce” pagine negazioniste

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Shoah, secondo uno studio inglese l’algoritmo Facebook “suggerisce” pagine negazioniste

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La Shoah e la sua bieca negazione continuano a destare preoccupazione in materia di social network. L’Institute for Strategic Dialogue (ISD) ha condotto uno studio, secondo cui l’algoritmo di Facebook promuove “attivamente i contenuti di negazione” della Shoah.

In estrema sintesi: digitando “Holocaust”, almeno per gli utenti inglesi, nella funzione di ricerca di Facebook vengano suggerite pagine negazioniste di uno degli episodi più tragici della storia umana.

Jacob Davey, senior research manager dell’ISD, ha spiegato:

“La decisione di Facebook di consentire ai negazionisti dell’Olocausto di rimanere sulla sua piattaforma è inquadrata con il pretesto di proteggere il legittimo dibattito storico. Ma la negazione dell’Olocausto è uno strumento utilizzato per delegittimare la sofferenza del popolo ebraico e perpetrare teorie antisemite di vecchia data, ecco perché dovrebbe essere classificato come un atto di odio”.

Jakob Guhl, coordinatore della ricerca ISD, ha dichiarato:

“Una quantità significativa di contenuti di negazione è espressa in un linguaggio e con dei codici nascosti troppo accurati. I nostri risultati mostrano che le azioni intraprese dalle piattaforme possono ridurre efficacemente il volume e la visibilità di questo tipo di contenuto antisemita. Queste aziende devono quindi chiedersi che tipo di piattaforma vogliono essere: una che guadagna denaro permettendo alla negazione dell’Olocausto di prosperare, o una che prende una posizione di principio contro di essa”.

Esponenti di Facebook continuano a rispondere di lavorare per combattere l’incitamento all’odio sulla propria piattaforma, ma ancora non ha inserito la Shoah in questa categoria:

“Molti post che negano l’Olocausto spesso violano le nostre politiche contro l’incitamento all’odio e vengono rimossi”.

Questo è, sostanzialmente, il ritornello della risposte date da Facebook, a cui nei giorni scorsi è stato rivolto un appello dai sopravvissuti della Shoah per rimuovere contenuti negazionisti.

Contenuti che non sono una prerogativa di Facebook, perché anche su Twitter, YouTube e Reddit imperversano parole che negano la Shoah, di cui ci sono prove, filmati e testimonianze.

Immaginate cosa sarebbe accaduto se l’allora generale Dwight D. Eisenhower non avesse ordinato di scattare foto e girare video nei campi di sterminio:

“Che si abbia il massimo della documentazione possibile perché arriverà un giorno in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”.

Come si vede, aveva ragione. Molti idioti si alzano e negano la Shoah. Altri, che idioti non sono, permettono loro di alzare la mano e negare la Shoah…

Chi è il peggiore? Chi nega o chi permette di negare?

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